Articoli con tag sostenibilità

Reverse Logistics: “The key to your after sales success”

AmbienteMolte aziende al giorno d’oggi, avviano progetti che prendono in considerazione la gestione dei prodotti che hanno raggiunto la fine del loro periodo di utilità. In questa fase del ciclo di vita, i prodotti sono solitamente trattati come rifiuti e smaltiti attraverso le discariche o gli inceneritori, impattando notevolmente sull’ambiente a causa dell’incremento delle emissioni di gas nell’atmosfera e dell’inquinamento del terreno e delle falde d’acqua. Si pone quindi per le aziende il problema di recuperare i prodotti venduti e usati dall’utente finale. L’insieme di tutte le fasi logistiche necessarie al recupero del bene, costituendo un nuovo flusso di prodotti che parte da un punto d’uso e ritorna verso le aziende, viene chiamato Reverse Logistics o Logistica Inversa. L’European Working Group on Reverse Logistics formalizza negli anni 2000 la seguente definizione: “Il processo di pianificazione, implementazione e controllo dei flussi di materiali grezzi, semilavorati e prodotti finiti, dalla produzione, dalla distribuzione o dal punto d’uso al punto di recupero o al punto di raccolta e distribuzione

 La Reverse Logistics movimenta i prodotti dalla loro naturale destinazione finale a ritroso nella Supply Chain fino al produttore iniziale o ad un nuovo soggetto o luogo della Supply Chain originaria o di un altro network, con l’obiettivo di riguadagnare valore o di garantire la corretta filiera del fine vita. In sintesi le attività di Reverse Logistics sono il recupero e raccolta dei resi, il trasporto, la ricezione e lo smistamento del ritorno. Il prodotto, concluso il suo ciclo di vita, non è più considerato come un rifiuto da smaltire, bensì come un bene che può ancora avere un suo valore e che deve essere opportunamente raccolto e concentrato in centri di trattamento.

 Le motivazioni principali che portano alla generazione di flussi di ritorno sono:

  • Economiche: nel mercato odierno, l’obsolescenza dei prodotti è rapida e la consolidata concezione del prodotto fisico come parte del servizio offerto al cliente rende necessario il riutilizzo dei materiali che lo compongono;
  • Ambientali: le attività di recupero e smaltimento dei prodotti in fase di ritorno riducono l’impatto ambientale generato dai flussi inversi e contribuiscono a una maggiore razionalizzazione delle risorse economiche. Questa è la ragione principale per cui le nuove leggi europee obbligano i produttori a occuparsi del “ritorno” dei bene dal consumatore.

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2º Summit europeo sull’innovazione: “Affrontare le grandi sfide – La politica incontra la pratica”

Segnaliamo che dall’11 al 14 ottobre 2010 si svolgerà a Bruxelles (Belgio) il 2º Summit europeo sull’innovazione, “Tackling the Grand Challenges – Policy meets Practice”. Il vertice, che si terrà al Parlamento europeo, verterà su come l’innovazione può contribuire a plasmare il futuro dell’Europa. Il suo scopo è quello di rendere le questioni relative alla conoscenza e all’innovazione la principale priorità dei responsabili delle politiche europee.
Il vertice è anche un’occasione per incontrarsi e discutere il ruolo dell’innovazione in settori quali l’efficienza energetica, la mobilità urbana e regionale, la sostenibilità della sicurezza alimentare e dell’agricoltura, l’invecchiamento sano e la produzione sostenibile. Il futuro dei diritti di proprietà nel mercato unico e la cooperazione internazionale nell’innovazione sono alcuni dei temi all’ordine del giorno.
Tra le presenze confermate ci sono membri del Parlamento europeo, la Commissione europea e scienziati rinomati come il premio Nobel Peter Grünberg.

Per maggiori informazioni: Knowledge4Innovation

Articolo originale: Cordis Europa

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Le metodologie LCA nel settore packaging

LCA per Packaging Ecosostenibile

LCA per Packaging Ecosostenibile (Courtesy Go-Green Packaging)

Il mercato del settore packaging, spinto dalla pressione dell’opinione pubblica e dalla necessità di allinearsi alle normative locali ed internazionali, in questi ultimi anni si sta orientando verso la ricerca di soluzioni sostenibili per l’ambiente. Per valutare l’impatto ambientale di un prodotto e di un processo, la metodologia più diffusa e accreditata è il cosiddetto Life Cycle Assessment (LCA) definito dagli standard ISO 14040:2006 e ISO 14044:2006.

In generale, dall’esame dei risultati delle valutazioni LCA applicate a diversi prodotti del settore packaging, è possibile ricavare alcuni criteri che consentono di ottenere una riduzione dell’impatto ambientale:

  • riduzione della quantità di materiale (es.: utilizzo di spessori ridotti)
  • rimozione di materiale in eccesso
  • ottimizzazione delle dimensioni dell’imballaggio rispetto al prodotto
  • riduzione della quantità di materiali secondari
  • utilizzo di materiali facilmente separabili
  • scelta appropriata dei materiali
  • utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per la produzione delle materie prime e della confezione
  • riduzione dell’utilizzo di additivi chimici (soprattutto per confezioni in materiale plastico), che complicano il riciclaggio
  • rimozione del sovraimballaggio (scatole, coperchi, pellicole, ecc)
  • ottimizzazione della logistica associata a tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto.

È da notare che non esiste una soluzione predefinita per ogni singolo caso, ma per ciascun prodotto occorre valutare le diverse opzioni possibili, e orientare la scelta verso quell’insieme di azioni che comporta complessivamente il maggior vantaggio ambientale su tutta la filiera.

Inoltre, anche se oggi la sostenibilità è un obiettivo prioritario, per un’azienda del settore packaging la decisione di applicare una metodologia LCA per definire le proprie scelte produttive può portare a un iniziale innalzamento dei costi, con conseguenze negative sul prezzo del prodotto al consumatore.

Per limitare questo effetto è quindi necessaria un’opera di educazione al packaging ecosostenibile che coinvolga tutti i soggetti che compongono la filiera dell’imballaggio (fornitori delle materie prime, industrie produttive, catena di distribuzione, consumatori, enti cui è affidata la gestione del fine vita dei prodotti). Solo in questo modo sarà possibile far coincidere la ricerca di soluzioni ecosostenibili con il contenimento dei costi, in modo tale da non interrompere il circolo virtuoso che sta orientando il mercato verso soluzioni di packaging a ridotto impatto ambientale.

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Le organizzazioni chiedono una maggiore Open Innovation per favorire la sostenibilità: GreenXchange

Fonte: www.wallstreetitalia.com

Le organizzazioni chiedono una maggiore Open Innovation per favorire la sostenibilità: GreenXchange ha il supporto di Best Buy, Creative Commons, IDEO, Mountain Equipment Co-op, Nike, nGenera, Outdoor Industry Association, salesforce.com, 2degrees e Yahoo! Oggi 10 importanti organizzazioni hanno annunciato il lancio del GreenXchange (GX), un mercato su base web concepito per condividere la proprietà intellettuale che può condurre a nuovi modelli aziendali di sostenibilità e innovazione. Annunciato ad un incontro di CEO al World Economic Forum di Davos, Svizzera, le organizzazioni hanno invitato altre società ad unirsi a loro in questo impegno di aprire la loro PI per un più veloce sviluppo di soluzioni innovative per risolvere le sfide della sostenibilità. Continua a leggere…

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Elettricità fatta in casa Volkswagen lancia la sfida

Fonte: repubblica.it

BERLINO – Dopo l’auto del popolo, ecco l’energia del popolo. La Volkswagen, il numero uno europeo e big global player mondiale dell’auto, l’azienda nata inventando col Maggiolino la vettura per tutti, si lancia a sorpresa nel mercato dell’energia con una trovata rivoluzionaria, che in Germania secondo Der Spiegel già fa tremare i produttori tradizionali. La trovata rivoluzionaria è appunto la mini-centrale elettrica in casa, in cantina o nello sgabuzzino, che produce l’energia per l’appartamento o il villino dove vivi, e trasmette l’esubero di produzione di energia a un accumulatore, il quale la redistribuisce in rete. continua a leggere…

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Aerogeneratore ad asse verticale “a tornado” presentato a Firenze

Fonte: www.corriere.it

È un prototipo, ancora per pochissimo però, perché la fase sperimentale è quasi conclusa.tornado-140x180

Secondo gli esperti, «Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un’alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. Un comune toscano, Volterra, ha addirittura proibito la loro installazione per non deturpare il paesaggio del borgo. continua a leggere…

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Le batterie si avviano al riciclaggio

Fonte: www.elettronicanews.it

La modifica della direttiva sulle pile rappresenta un importante passo verso l´obiettivo di fare dell’Europa una società che ricicla. La nuova direttiva punta a evitare lo smaltimento delle batterie nell’ambiente e prevede limitazioni all’uso di alcuni metalli pesanti.

L’Unione Europea ha adottato la Direttiva sulle batterie già nel marzo del 1991, introducendo una serie di restrizioni sull’uso di mercurio nella maggior parte delle batterie e incoraggiandone la raccolta e il riciclaggio. Tuttavia, gli obiettivi di questa direttiva non sono stati raggiunti, dal momento che la maggior parte delle batterie portatili viene ancora smaltita in discarica. L’Unione Europea ha di conseguenza introdotto e adottato una nuova direttiva in merito, entrata in vigore a settembre del 2008, che sostituirà quella precedente. In base alla nuova normativa tutti i produttori di batterie hanno l’obbligo di registrazione in ogni Stato in cui commercializzano le batterie (con la possibile eccezione dei venditori a distanza per alcuni stati). continua a leggere…

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LED: un mercato destinato ad esplodere

Fonte: www.elettronicanews.it

OLED

OLED

Nel 2008 il mercato dei Led ha interessato più del 25% del totale dei 18,7 miliardi di dollari dell’industria optoelettronica, il secondo principale comparto dopo i sensori d’immagine.

Il mercato dei Led crescerà del 2,9% nel 2009. Questo in base a un’analisi di iSuppli, che tra l’altro prevede una decrescita del mercato dei semiconduttori del 9,4% nel 2009. La crescita di quasi il 3% dei Led segue la crescita del 10,8% nel 2008 nonostante anche l’anno scorso si sia assistito a una diminuzione della produzione di altri componenti. iSuppli evidenza anche come il mercato dei Tv Lcd nel 2009 è previsto consumi qualcosa come 163 milioni in Led, con una crescita del 220% rispetto ai 51 milioni del 2008. Il messaggio che arriva da questa analisi indica come l’utilizzo di Led per l’illuminazione rappresenti il futuro del mercato, anche perché la domanda globale di illuminazione allo stato solido è previsto ammonti a 40 miliardi di dollari nel 2012 con un incremento annuo medio di circa il 7%. Le emergenti economie di Cina, India e Russia saranno i mercati a più rapida crescita per i prodotti di illuminazione allo stato solido; guidati dalla domanda interna soprattutto per la rapida crescita delle costruzioni non-residenziali, questi tre Paesi assorbiranno il 40% della domanda addizionale generata nel periodo 2007-2012. La maggiore richiesta arriverà dalla Cina, che ci si attende diventi il principale mercato per il Led lighting. continua a leggere…

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In Italia 2 su 3 scelgono prodotti ecosostenibili

Fonte: www.lastampa.it

Gli italiani al supermercato sono sempre più attenti a come vengono prodotti i cibi che acquistano: il 70% dà importanza agli aspetti etico-sociali mentre il 65% a quelli ambientali, e addirittura l’83% dà valore a una produzione con basse emissioni di CO2. Questo trend è confermato anche delle aziende agroalimentari: l’83% ritiene che la considerazione dei temi ambientali ed etico sociali tenderà a crescere, e il 41% ha già in programma iniziative concrete per ridurre l’impatto ambientale.

Lo rivelano le opinioni espresse sia dai consumatori sia dalle imprese interpellate nel corso di un’indagine effettuata dalla fondazione internazionale Dnv (Det Norske Veritas), uno dei principali organismi indipendenti di certificazione e gestione dei rischi, per comprendere l’evoluzione del settore in Italia. Condotta nel mese di aprile, la ricerca ha rilevato in due fasi distinte il «sentiment» sia dell’offerta sia della domanda sui temi della sicurezza e della sostenibilità dei prodotti agroalimentari.

Dalla ricerca emerge in primo luogo una tendenza consolidata: i comportamenti d’acquisto dei consumatori premiano la fiducia nella marca dei prodotti e nel punto vendita. La sicurezza e la qualità del prodotto sono considerati dei prerequisiti all’acquisto: nel 72% dei casi viene verificata solamente la data di scadenza soprattutto presso le fasce d’età più giovani (25-44 anni) e al Centro Sud; nel 49,3% dei casi ci si affida anche alla notorietà/reputazione di marca mentre nel 34, 3% di quella del Venditore/Punto Vendita. Nella valutazione del prodotto, invece, vengono adottati in misura crescente da oltre due terzi degli interpellati nuovi parametri di valutazione quali il rispetto della tematiche ambientali ed etico- sociali: il 65% del campione attribuisce importanza alla voce «Ambiente/ Inquinamento», con maggiore incidenza presso i soggetti più Maturi, le Donne residenti al Nord di Italia; il 70% attribuisce importanza agli aspetti Etico- Sociali con incidenza leggermente più alta presso i soggetti più Maturi. continua a leggere…

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