Articoli con tag CNR

La Comunità Europea investe sul grafene

La Commissione Europea ha lanciato un progetto pilota per una flagship sul grafene, una grande iniziativa scientifica ambiziosa e visionaria, della durata prevista di 10 anni con un investimento stimato in un miliardo di euro.

La flagship servirà ad ottenere innovazione tecnologica e sviluppo economico basati sulla tecnologia del grafene e di altri materiali bi-dimensionali.

Il Grafene, un foglietto monoatomico di atomi di carbonio, è probabilmente il materiale più stupefacente e versatile attualmente disponibile. Più resistente dell’acciaio, ma leggero e flessibile, il grafene conduce elettroni molto più velocemente del silicio. E’ inoltre un conduttore trasparente, con una combinazione eccezionale di proprietà ottiche ed elettriche.

Il grafene può potenzialmente dare inizio ad una nuova rivoluzione sostenibile basata sul carbonio, con impatto profondo nel settore dell’informatica e delle comunicazioni (ICT), e più in generale su vari aspetti della vita quotidiana.

Le sue proprietà uniche possono creare innovazione in svariati settori: nuovi prodotti elettronici trasparenti e flessibili; nuovi dispositivi per l’informatica; biosensori; supercapacitori per sostituire le batterie convenzionali; materiali compositi ultraleggeri per auto e aerei.

I primi esperimenti rivoluzionari col grafene, effettuati in Inghilterra nel 2004 da Andre Geim e Konstantin Novoselov, sono stati premiati con il Nobel nel 2010. Il loro lavoro ha generato un’esplosione di attività scientifica, dimostrata dalla crescita esponenziale di articoli scientifici e brevetti sul grafene. Prosegui la lettura »

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A Ferrara la rivoluzione del fotovoltaico

Fonte: www.ermesimprese.it

Ferrara, 17 dicembre 2009 – Gli elementi alla base delle celle fotovoltaiche sono rari e costosi: Silicio, Arseniuro di Gallio (GaAs), Fosfuro di Indio e Gallio (InGaP), ma soprattutto Germanio (Ge) consentono di ricavare energia pulita dal sole ma comportano investimenti importanti. Dichroic Cell in collaborazione con l’Università di Ferrara e CNR-INFM (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia) ha messo a punto una rivoluzionaria tecnologia che consente di convertire il Germanio in Silicio, un processo che rende più efficiente la gestione delle risorse, migliorando i tempi e contraendo i costi. Il procedimento si basa sull’utilizzo del reattore LEPECVD (Low Energy Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition), un macchinario che nelle previsioni dei suoi promotori permetterà di abbattere il costo del substrato delle celle fotovoltaiche di oltre il 60%. Una riduzione dei costi che diventa del 30% quando si prendono in esame le celle fotovoltaiche più costose, con substrato in puro Germanio. continua a leggere…

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“Il film sottile si fa così”

Fonte: Quotidiano Energia

Il presidente di Siena Solar Nanotech, Carlo Taliani, parla dei nuovi orizzonti del fotovoltaico

Di Francesco Ranci (Quotidiano Energia)

Carlo Taliani, fra gli scienziati più citati a livello internazionale nel campo dei transistor organici a film sottili, è anche fondatore e presidente di Siena Solar Nanotech (2SN), società nata dagli studi del Cnr di Bologna (IsmnIstituto per lo studio dei materiali nanostrutturati) sulla tecnologia Pulsed Plasma Deposition (PPD) per realizzare celle fotovoltaiche flessibili, utilizzando come materiale di base il tellururo di cadmio (CdTe). Così ha risposto alle domande di QE.

2sn - Siena Solar NanotechD. 2SN ha annunciato l’ingresso fra i suoi soci di Fondo Toscana Innovazione (QE 4/11) e la prossima realizzazione in Italia di uno stabilimento produttivo, a scopo dimostrativo, di celle fotovoltaiche a film sottile. Cosa caratterizza la vostra soluzione?

R. “Il tellururo di cadmio è una delle due alternative, la più matura, al silicio cristallino ed amorfo. Attualmente viene fatto depositare sul supporto flessibile tramite evaporazione, a temperature elevatissime che hanno un’efficacia limitata oltre a creare problemi per la sicurezza dei lavoratori. Il nostro brevetto basato sull’utilizzo delle nanotecnlogie (PPD) consente invece di lavorare a temperature meno elevate e di ottenere una resa superiore, paragonabile se non superiore anche a quella del silicio cristallino, ma a costi molto più bassi”.

D. Quale problema dovete risolvere nella fase dimostrativa?

PPD - Pulsed Plasma Deposition

Immagine del processo PPD, Pulsed Plasma Deposition, sviluppato da 2SN (Credit: 2SN)

R. “Si tratta semplicemente di mettere in atto un impianto che produca il film sottile di CdTe con un prototipo di processo continuo per dimostrare la fattibilità del passaggio alla fase industriale. Il prototipo sarà pronto entro l’anno e nell’arco del 2010 saremo sicuramente pronti a passare alla ingegnerizzazione. Abbiamo già coinvolto nel progetto partner industriali di livello internazionale”.

D. Lei ha parlato di due sole alternative al silicio cristallino, l’altra è costituita dai polimeri, su cui ad esempio Eni punta molto?

R. “No, mi riferivo alle tecnologie che sfruttano l’indio (Cigs – Copper indium gallium (di)selenide). Sono interessanti e potremo occuparcene in futuro, ma l’indio è un materiale piuttosto scarso, a differenza del cadmio, e ci sono altre incognite tecnologiche da superare per ottenere una resa sufficiente a competere sul mercato. I polimeri e gli organici in generale sono più indietro. Sebbene si siano fatti i primi esperimenti circa due decadi fa il problema principale con che resta è la stabilità all’aria ed in particolare all’ossigeno e all’umidità”.

D. Lei è uno scienziato ancora attivo nella ricerca presso l’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati del CNR di Bologna. Come è diventato imprenditore?

R. “Per fortuna in Italia qualcosa sta cambiando nel rapporto fra ricerca e industria. Nel 2003 con alcuni collaboratori del Cnr di Bologna abbiamo creato la società Organic Spintronics (OS). OS coordina il progetto Flexsolar con il finanziamento dal programma Industria 2015 per un valore di circa 12 milioni di € e 2SN vi partecipa insieme a una compagine di università e centri di ricerca fra cui l’ISMN e l’IMM del CNR di Bologna oltre che a industrie e multinazionali italiane e all’Università israeliana Technion di Haifa. Nel 2007 è nata 2SN con il sostegno finanziario di Fises (Finanziaria senese di sviluppo), e quindi, con la partecipazione del fondo Toscana Innovazione di SICI si è completato il primo round di finanziamento. C’è maggiore interesse da parte degli investitori per l’innovazione e si possono mettere in campo anche progetti di medio periodo come il nostro. Certo, negli Usa sarebbe normale, mentre qui è un’iniziativa ancora pionieristica”.

D. Nella competizione in atto a livello internazionale per la leadership tecnologica nel settore energetico, come sono messe l’Italia e l’Europa nei confronti di Usa e Cina?

R. “La qualità della ricerca in Europa, Italia compresa, non teme confronti. La Commissione Europea ha fatto molto per integrare le attività che nei principali paesi erano già a livelli di eccellenza. Anche gli Stati Uniti guardano all’Europa con molto interesse quando si parla di ricerca scientifica specialmente nel campo delle nanotecnologie. La Cina è decisamente più indietro da questo punto di vista, dove gli effetti distruttivi sulla tradizione accademica fatta dalla Rivoluzione Culturale si sono fatti sentire per molti anni. Una solida rete di scuole accademiche e di centri di ricerca non si ricostruisce in pochi decenni, e non bastano i rilevanti finanziamenti investiti; ci vorrà ancora molto tempo”.

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Un settore in crescita costante

Fonte: http://novareview.ilsole24ore.com

di Elvio Mantovani e Andrea Porcari*
*Airi/Nanotec It

L’attività nelle nanotecnologie in Italia ha avuto negli ultimi anni un incremento costante e costituisce ormai una realtà di tutto rispetto. Il “2° Censimento delle Nanotecnologie in Italia”, eseguito da Airi/Nanotec It nel 2006 e aggiornato nel 2007 (una nuova edizione è in preparazione), ha messo in evidenza la presenza di circa 200 strutture impegnate in attività di ricerca & sviluppo in questo campo. Circa il 57% di queste fanno riferimento a istituzioni pubbliche e il restante 43% a imprese private. Rispetto al 1° Censimento del 2004 il numero di queste ultime è più che raddoppiato.

L’attività è distribuita su tutto il territorio nazionale ed in Figura 1 è riportato il numero delle strutture che hanno risposto all’ultimo Censimento (pubbliche e private) presenti in ciascuna regione. La concentrazione più elevata è nella parte centro-settentrionale del Paese, con la Lombardia, con più del 20% di strutture ed il 30% di addetti riportati dal Censimento, a guidare il lotto. Va tuttavia sottolineato che il Sud, ancorché con numeri più piccoli, non gioca un ruolo secondario, dato che le strutture presenti possono vantare un elevato livello di competenze e di apparecchiature e, in genere, buona massa critica. continua a leggere…


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