Articoli con tag Automazione
2° Benchmark Forum Italia – Ingegneria Intelligente
Scritto da Heiko Seeger in Automazione, Meccanica il 14 giugno 2013
The second edition of the Benchmark Forum Italia takes place in Bologna the 15th of October 2013. This year’s edition will see the participation of CRIT Research, ITQ, Veripack, of the five solution providers Bosch Rexroth, Lenze, PTC, Rockwell Automation and Schneider Electric. Each of these latter five solution providers will also bring in an OEM demonstrating a successful implantation of an engineering solution. Prosegui la lettura »
Benchmarking di piattaforme commerciali per l’automazione: motion control
Scritto da Gianluca Berghella in Automazione, Meccanica, Packaging il 7 maggio 2013
Autori: Matteo Sartini, Consorzio LIAM – Gianluca Berghella, CRIT Research
Articolo pubblicato su Automazione Integrata, Settembre 2012
Le prestazioni di una moderna macchina automatica per il mondo del packaging dipendono in gran parte dalle prestazioni del motion control.
Il motion control è l’insieme delle tecnologie e dei dispositivi che governano gli organi meccanici in movimento. La precisione nel controllo del movimento rappresenta un fattore chiave che influisce fortemente sulle prestazioni della macchina. L’attività di benchmark portata avanti dal laboratorio LIAM intende analizzare le performance del motion control attraverso la definizione e l’esecuzione di un insieme di test che possano confrontare le soluzioni disponibili sul mercato e individuare quelle più adatte a risolvere un determinato tipo di problema. L’analisi del motion control può essere effettuata confrontando le prestazioni delle diverse soluzioni su un carico di riferimento che abbia le stesse caratteristiche (nel caso in esame stesso rapporto tra inerzia del carico ed inerzia del motore) rispetto all’azionamento e al motore preso in considerazione.
Figura 1 - Benchmark meccanico di riferimento
Benchmark meccanico di riferimento
Il benchmark meccanico di riferimento (Figura 1) consiste in un carico collegato per mezzo di un giunto a soffietto (accoppiamento rigido) all’albero del motore della piattaforma con la quale si vogliono eseguire i test. Il carico è costituito da un albero condotto al cui estremo è fissato, stretto fra due dadi, un volano. L’albero condotto è montato su due cuscinetti a sfere (che fanno parte della struttura portante) ed è in grado di ruotare attorno al proprio asse. Per testare lo stesso sistema meccanico su diverse piattaforme al fine di analizzare in maniera accurata il comportamento dell’azionamento è necessario conoscere il modello del carico (modello noto) e tutti i parametri del modello (attriti, inerzie, …). Nel caso dell’inseguimento di traiettoria l’interesse è focalizzato sul fatto che l’inseguimento avvenga rispettando la traiettoria specificata. Nelle situazioni reali l’azionamento inseguirà la traiettoria ideale con un certo errore. In generale, la differenza tra la traiettoria ideale e quella reale può essere causata da:
The Future of Automation Technology Made in Italy
Scritto da Heiko Seeger in Automazione il 26 novembre 2012
The 06th of November 2012 Bologna hosted the 1° Benchmark Forum ITALIA – Ingegneria Intelligente. This conference, co-organized by the Italian company CRIT Research™ and the German enterprise ITQ, aimed on stimulating a discussion between leading international automation solution providers, Italian world-class machine and plant producers and renown end users, hereby pointing out the key requirements of the automation technology of tomorrow. The event saw the participation of almost 100 persons representing more than 40 companies and organizations active both on a national and international level.
Efficienza dei Costi con la Giusta Piattaforma per l’Automazione
Scritto da Heiko Seeger in Automazione il 15 novembre 2012
La scelta della piattaforma per l’automazione riveste un ruolo importante nell’ottica della riduzione dei costi. E’ necessario considerare alcuni criteri essenziali per orientare la scelta della piattaforma più adeguata. Prosegui la lettura »
Dall’Innovazione Collaborativa alla Ricerca e allo Sviluppo Industriale – il LIAM e il Benchmark Forum
Scritto da Heiko Seeger in Automazione, Innovazione e Trasferimento tecnologico il 26 ottobre 2012
A partire dalla sua fondazione, circa 12 anni fa, CRIT Research™ è diventato uno dei precursori europei rispetto a ciò che oggi è noto come Open Innovation. Originariamente di proprietà di 14 aziende con sede a Modena e a Bologna, i soci sono diventati 26, e sono distribuiti in tutta l’Emilia-Romagna. In media una volta alla settimana i rappresentanti delle diverse aziende socie si ritrovano nella sede centrale di CRIT Research™ o in quella di una delle aziende socie, al fine di confrontarsi e discutere su argomenti di interesse. Si tratta generalmente di aspetti tecnici, ma possono essere affrontati anche temi relativi alla gestione del portafoglio brevetti o al coordinamento del proprio business. Dal 2006 le attività di Innovazione Collaborativa si sono estese anche al Network dei Fornitori Accreditati di CRIT Research™ comprendente fornitori di eccellenza degli azionisti di CRIT Research™.
Progettare software per il controllo di macchine
Scritto da Gianluca Berghella in Automazione il 29 agosto 2012
L’INSIEME DELLE FUNZIONALITÀ CHE UNA MODERNA MACCHINA AUTOMATICA DEVE IMPLEMENTARE RENDE EVIDENTE CHE LA PROGETTAZIONE DELLA LOGICA DI CONTROLLO È UN COMPITO DIFFICILE CHE COINVOLGE COMPETENZE MULTIDISCIPLINARI.
Autori: Eugenio Faldella (Università di Bologna), Matteo Sartini (LIAM)
Articolo pubblicato su Automazione Integrata, luglio 2012
È indubbio che il “successo” di una macchina automatica, dal punto di vista funzionale e prestazionale, discende primariamente dalle scelte progettuali operate in sede di definizione della sua struttura meccanica. Tuttavia, dallo stesso punto di vista, è fondamentale anche il ruolo svolto dal sistema di elaborazione preposto al controllo della macchina, essendo sempre più ampio e rilevante lo spettro dei compiti ad esso affidati.
Problematiche nello sviluppo di software di controllo.
In generale, la definizione della struttura hardware del sistema di controllo non pone particolari difficoltà. Il progettista, infatti, può trovare direttamente sul mercato “soluzioni sufficientemente universali” con spiccate caratteristiche di modularità, di espandibilità, di diretta compatibilità con il campo e tecnologicamente avanzate come: potenti unità di calcolo, controllori dedicati a funzioni speciali, dispositivi di I/O intelligenti, infrastrutture per la reti di comunicazioni.
Sfortunatamente, il principio “buy, plug & play” ha limitata applicazione nella progettazione del software del sistema di controllo. Le tipologie di componenti di libreria software che il progettista può trovare direttamente sul mercato (COTS – Commercial-Off-The-Shelf) riguardano tipicamente solo le infrastrutture software per la gestione delle reti informatiche e dei componenti remoti, gli ambienti di sviluppo e gli ambienti run-time. Questi componenti software supportano adeguatamente il progettista solo per quello che riguarda l’implementazione delle funzionalità di alto livello e basso livello, rimanendo tipicamente nei domini delle interfacce uomo macchina (HMI), della regolazione ad anello chiuso, del motion control e delle connessioni tramite bus di campo di componenti intelligenti remoti. La grande voragine esistente nel mezzo deve essere riempita dagli sviluppatori software. Ancora oggi manca, da parte dei fornitori di tecnologie per i sistemi di automazione industriale, un supporto concreto alla definizione di strutture software generali (design pattern), che possano guidare il progettista software nella definizione dell’architettura di controllo.
Come in molte altre applicazioni ingegneristiche, il problema viene affrontato mediante un approccio “divide et impera”: ispirandosi ai principi fondamentali della decomposizione e astrazione, si procede alla partizione dell’intera logica di controllo della macchina automatica in componenti più semplici e di più facile utilizzo, organizzati in un’architettura multilivello che rispecchia, almeno in una certa misura, la struttura meccanica e la dotazione di sensori e attuatori.
I fattori che incidono sui costi associati al ciclo di sviluppo del software.
Al di là delle attuali limitazioni tecnologiche e delle oggettive difficoltà che la progettazione di un sistema indubbiamente complesso comporta, altri fattori possono in generale concorrere ad estendere in maniera indesiderata i tempi, e conseguentemente i costi, di sviluppo e manutenzione del software. Prima di tutto, il ruolo ancillare spesso attribuito all’attività svolta dai progettisti software tende ad avallare la realizzazione di prototipi “rapidamente operativi” che possano fungere da veicolo per la verifica sperimentale delle prestazioni effettivamente conseguibili con le macchine dal punto di vista meccanico. In questo modo passa in secondo piano la necessità di realizzare sistemi caratterizzati da una struttura solida e flessibile. In secondo luogo, il limitato potere espressivo (della maggior parte) dei linguaggi di programmazione attualmente disponibili per le piattaforme PLC-based e PC o soft-PLC-based preclude la piena applicabilità delle metodologie di programmazione orientata agli oggetti. Non è quindi sorprendente che i costi associati al ciclo di sviluppo del software crescano ben oltre il budget pianificato.

Esperienze aziendali dimostrano come su macchine completamente diverse si possa implementare il 40-45% dello stesso codice di controllo.
L’architettura software “machine-independent & platform-independent”.
Al fine di aiutare a risolvere questi problemi, molte proposte interessanti sono state recentemente riportate nella letteratura scientifica e tecnica. Tra queste, alcune mirano a migliorare il rapporto costo-efficacia del complessivo processo di progettazione (ad esempio l’approccio meccatronico), favorendo e stimolando concurrent engineering, co-design e co-simulation. Altri approcci suggeriscono l’uso di linguaggi di modellazione (ad esempio UML) e di strumenti automatici per la generazione automatica di codice per migliorare la progettazione, il processo di sviluppo e la manutenzione del software.
Una soluzione efficace ai problemi citati non può derivare esclusivamente dalla collaborazione sinergica tra i progettisti dei vari gruppi di lavoro, così come dall’uso di potenti strumenti CAD-CAE e di ambienti di sviluppo integrati. Un ulteriore elemento chiave per migliorare decisamente la qualità del software e la produttività consiste nella definizione di un framework di riferimento che comprenda un set completo di componenti altamente riutilizzabili per la logica di controllo che, incentrati sulle funzionalità trasversali che caratterizzano il dominio dell’automazione, possano aiutare i progettisti durante il processo di modellazione e strutturazione delle loro applicazioni in base alle esigenze specifiche.
La realizzazione di un’architettura software quanto più possibile “machine-independent & platform-independent” risulta fondamentale non solo per ridurre drasticamente i tempi di progettazione di nuovi sistemi, ma anche per favorire l’intercambiabilità dei progettisti, oltre che delle piattaforme computazionali, in scenari affini. In tale ottica, riveste particolare rilievo la sistematica e coerente applicazione del principio “divide et impera”, e, conseguentemente:
i. l’identificazione di idonei criteri per la decomposizione funzionale del sistema complessivo in termini di una gerarchia di entità, astratte o concrete, opportunamente cooperanti;
ii. la definizione del ruolo e delle funzionalità di ciascuna entità (“what to do”), nonché delle relative interfacce e dei protocolli previsti per l’interazione con altre entità operanti nello stesso livello o nei livelli adiacenti della gerarchia;
iii. l’identificazione dei modelli di riferimento per la definizione formale del comportamento delle singole entità (“how to do”);
iv. l’identificazione dei modelli di riferimento per la definizione delle modalità di esecuzione dei compiti da parte delle singole entità (“when to do”).
Parimenti importante ai fini della riusabilità del software e della portabilità delle applicazioni è l’identificazione di efficaci design pattern orientati specificatamente al dominio applicativo delle macchine automatiche, quali la virtualizzazione della dotazione sensoriale e/o del sottosistema di attuazione di una macchina, il controllo della qualità del prodotto, la gestione delle informazioni di diagnostica.
Con un approccio metodologico, conforme al paradigma MDA (Model-Driven Architecture), è possibile definire, per ogni tipologia di problema affrontato, un modello di riferimento che abbia adeguata capacità espressiva (“la base di conoscenza”), e procedere, una volta per tutte, allo sviluppo del correlato programma (“il motore inferenziale”), in modo da conseguire prestazioni e comportamenti anche fortemente differenziati a partire dalla semplice configurazione parametrica del modello, piuttosto che attraverso lo sviluppo di codice ad hoc. Esperienze aziendali dimostrano come su macchine completamente diverse si possa implementare il 40-45% dello stesso codice di controllo.
MACHINE-VISION SOFTWARE: Consortium rises to challenge of benchmarking software
Scritto da Gianluca Berghella in Automazione, Elettronica, Visione Artificiale il 13 luglio 2012
Articolo pubblicato su Vision Systems Design, Giugno 2012
Despite the numerous machine-vision software packages now available, there is still no means to properly benchmark their performance. In 2008, Vision Systems Design asked software vendors for their ideas of what features should be included in such a benchmark (see “Setting the Standard,” Vision Systems Design, November 2008).
While some questioned the need for a benchmark, others pointed out the difficulties in implementing such an idea. Taking up the challenge, Wolfgang Eckstein, managing director of MVTec Software (Munich, Germany), proposed a number of benchmarks, each consisting of a set of image sequences in which the influence of a “defect” was continuously increased. The quality of specific software would then be judged by the number of images that can be processed correctly (see “Toward a Machine-Vision Benchmark,” Vision Systems Design, May 2009).
Now, Datalogic (Bologna, Italy) and System (Fiorano Modenese, Italy; www.system-group.it) groups have partnered with the University of Bologna (Bologna, Italy; www.deis.unibo.it) and the T3LAB Consortium (Bologna, Italy; www.t3lab.it) to produce a benchmark to evaluate the capabilities of commercial machine-vision software libraries as part of the VIALAB research project (www.progetti.t3lab.it/vialab/).
LIAM – Benchmarking di piattaforme commerciali per l’automazione
Scritto da Gianluca Berghella in Automazione, Elettronica, Packaging il 24 aprile 2012
Le prestazioni di una moderna macchina automatica, dal punto di vista funzionale e prestazionale, dipendono primariamente dalle scelte progettuali operate in sede di definizione della sua struttura meccanica. Tuttavia, fondamentale è anche il ruolo svolto dal sistema di elaborazione preposto al controllo della macchina, essendo sempre più ampio e rilevante lo spettro dei compiti a esso affidati.
Oltre alle attività strettamente inerenti l’automazione dei cicli di lavorazione della macchina, esso è tipicamente chiamato a espletare altre funzionalità complementari, ma non meno importanti, come l’emulazione del comportamento di tradizionali organi meccanici o l’adattamento dinamico delle strategie e dei parametri di controllo in relazione a differenziate esigenze produttive.
Le moderne architetture. Dal punto di vista hardware, la progettazione del sistema di controllo può avvalersi di un mercato ricco di risorse tecnologicamente avanzate, scalabili e interoperabili. La rapida crescita delle funzioni presenti nei moderni sistemi di controllo rende sempre più complessa per il progettista la scelta dell’architettura hardware più adatta in termini di:
– scelta di un’architettura centralizzata o distribuita;
– scelta del fieldbus di cui avvalersi per il collegamento dei dispositivi;
– scelta del motion control;
– scelta dell’ambiente di sviluppo.
Spesso queste scelte vengono effettuate in maniera separata e indipendente senza analizzare gli effetti della loro integrazione.
L’attività di benchmarking nasce con lo scopo di analizzare e valutare le principali soluzioni tecnologiche dei maggiori fornitori presenti sul mercato. I fornitori che stanno collaborando con il laboratorio LIAM per questa attività sono: B&R, Beckhoff, Mitsubishi, Omron, Rockwell, Schneider, Siemens. L’attività è focalizzata sull’analisi di soluzioni di controllo PLC-based, PCbased e di architetture multicore. Il benchmarking non deve essere interpretato solo come una mera attività di misurazione, bensì come un’attività che, partendo dallo studio della tecnologia, vuole analizzare le moderne architetture per l’automazione con un approccio metodologico.
Creazione di posti di lavoro e nuove attività di ricerca industriale: LIAM chiude positivamente il primo anno di attività
Scritto da Marco Baracchi in Automazione, Packaging il 9 febbraio 2012
A distanza di circa un anno dall’inaugurazione, il laboratorio LIAM è entrato pienamente nella fase operativa con lo sviluppo delle prime attività di ricerca industriale per le imprese aderenti (le aziende socie IMA SpA, SITMA SpA, SACMI SC, SELCOM SpA e l’azienda cliente Tetra Pak Packaging Solutions SpA): Virtual commissioning, Diagnostica predittiva di malfunzionamenti, Sviluppo librerie ed applicazioni software per il controllo macchina e Sviluppo di una piattaforma per il benchmarking di architetture commerciali (www.liamlab.it)
Parallelamente, come previsto, sono state sviluppate nuove competenze professionali grazie all’inserimento di giovani laureati e laureandi in discipline tecniche.
Attualmente sono occupati presso LIAM:
- 3 laureati assunti direttamente dal LIAM come dipendenti (due Ingegneri dell’Automazione e un Ingegnere Meccatronico)
- 4 laureati assunti dal LIAM tramite assegno di ricerca (due Ingegneri Informatici, un Ingegnere dell’Automazione e un Ingegnere Meccanico)
- 6 laureandi che svolgono tesi sperimentali (quattro laureandi in Ingegneria dell’Automazione, uno in Ingegneria Elettronica e uno in Ingegneria Meccatronica).
Al via un ciclo di incontri sulla sicurezza nel mondo delle macchine automatiche
Scritto da Gianluca Berghella in Automazione, Packaging il 29 novembre 2011
Parte il 6 Dicembre 2011 un ciclo di incontri sul tema della Sicurezza nel mondo delle macchine automatiche, organizzato dal consorzio LIAM (Laboratorio Industriale Automazione Macchine per il packaging) di Vignola.
Il primo incontro del ciclo, intitolato “Le Norme sui Circuiti di Sicurezza: il Punto della Situazione”, si propone di delineare lo stato dell’arte delle normative sui circuiti di sicurezza, un argomento introduttivo necessario per approfondire in seguito problematiche più strettamente progettuali. “Durante il seminario affronteremo l’argomento delle Norme sui circuiti di Sicurezza”, spiega Marco Baracchi, vice direttore di LIAM. “Insieme alle aziende cercheremo di fare il punto sulla normativa attuale e di illustrare le nuove norme che si stanno affacciando nel panorama internazionale.” Il relatore sarà l’Ing. Federico Dosio, Membro UNI e CEI in materia di Sicurezza dei macchinari ed Equipaggiamento elettrico delle macchine.
Il ciclo di incontri, intitolato “Le architetture Safety nel mondo delle Macchine Automatiche”, è gratuito ed aperto a tutti i progettisti che operano nel settore, ed ha lo scopo di promuovere la conoscenza delle normative e delle buone pratiche di progettazione in materia di sicurezza.
LIAM è un laboratorio industriale di proprietà congiunta di diverse imprese (Sitma, Ima, Sacmi, Selcom), con il supporto di Tetra Pak Packaging Solutions e il coinvolgimento dell’Università di Bologna, dell’Università di Modena e Reggio Emilia e di CRIT. “Il nostro obiettivo è sviluppare progetti mirati alla soluzione di problemi specifici ed è finalizzato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie, strumenti e attrezzature innovative per l’automazione nel packaging”, prosegue Baracchi. “Il programma di questo ciclo di incontri prevede infatti che si svolgano altri otto seminari, in collaborazione con nomi del calibro di B&R, Beckhoff, Lenze, Mitsubishi Electric, Omron, Rockwell Automation, Schneider Electric e Siemens”.
Fin dalla sua costituzione, all’inizio del 2011, il laboratorio LIAM si è occupato di sviluppo di prototipi virtuali, diagnostica predittiva, librerie e applicazioni software per il controllo macchina, e infine dello sviluppo di una piattaforma per il benchmarking di architetture commerciali.
È quest’ultima attività ad aver dato vita alla stretta collaborazione tra il laboratorio LIAM e le aziende coinvolte nel ciclo di incontri. L’attività di benchmarking di LIAM nasce con lo scopo di analizzare e valutare le principali soluzioni tecnologiche dei maggiori fornitori presenti sul mercato. Questa attività viene portata avanti dal laboratorio con un approccio metodologico, partendo dall’analisi della tecnologia e successivamente misurando le prestazioni dei sistemi tramite prove sperimentali.
In questa prima fase dell’attività di benchmarking le architetture Safety non vengono ancora analizzate con test, ma si stanno valutando in via preliminare le varie architetture proposte dai principali fornitori. In quest’ottica il ciclo di incontri si propone di dare spazio alle stesse aziende produttrici per presentare, dal punto di vista tecnologico, il loro approccio alla Safety.
Dopo la prima fase di avviamento, LIAM comincerà a lavorare non solo per le imprese aderenti, ma anche per clienti esterni, ponendosi come un soggetto di riferimento nazionale e internazionale per la risoluzione dei problemi tecnologici nel settore delle macchine automatiche per il packaging.
La partecipazione agli incontri è gratuita, previa registrazione. Per maggiori informazioni: LINK
LIAM (Laboratorio Industriale Automazione Macchine per il packaging)
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LIAM è un laboratorio di Ricerca Industriale focalizzato sugli aspetti di automazione di macchine automatiche per il Packaging. Le imprese che hanno dato vita al Laboratorio sono: IMA SpA, SITMA SpA, SACMI SC, SELCOM SpA e Tetra Pak Packaging Solutions SpA. Le attività di cui si occupa il laboratorio nei primi suoi due anni di vita (2011-2012) sono:
Sito web: http://www.liamlab.it/ |





