Principali trend brevettuali nel settore dei pannelli fotovoltaici – Esempio di Analisi Brevettuale CRIT Research

Quali sono i principali trend brevettuali nel settore dei pannelli fotovoltaici? E quali sono le aziende più innovative, o meglio caratterizzate dalla maggiore attività brevettuale?

Proviamo a rispondere almeno in parte a queste domande attraverso alcuni degli strumenti di technology intelligence utilizzati da CRIT per realizzare i propri Scouting  Tecnologici di tipo Analisi Brevettuale (un servizio di ricerca e analisi di brevetti, finalizzato, tra le altre cose, a comprendere le dinamiche competitive di un’area tecnologica).

Come è noto, i brevetti sono documenti legali e spesso la loro consultazione non è intuitiva. La Classificazione Internazionale dei Brevetti (IPC: International Patent Classification) suddivide l’intero insieme della tecnologia brevettabile in circa 70.000 raggruppamenti. L’IPC, che è stato adottato dalla maggior parte degli Uffici Brevetti nazionali, è solito designare l’idea guida delle invenzioni descritte nei documenti brevettuali secondo modalità uniformi. Nel caso di questa analisi brevettuale, si è deciso di effettuare una ricerca per classi IPC, e in particolare, a titolo esemplificativo, sono stati individuati tutti i brevetti relativi alla classe H01L 31/042, riguardante “PV modules or arrays of single PV” (per una descrizione più dettagliata della classe IPC si consiglia di consultare il sito WIPO – World International Patent Organization).

Questa query di ricerca, relativa ai brevetti identificati dalla alla classe IPC H01L 31/042  depositati dal 2008 al 2013, ha permesso di identificare un corpus di oltre 22000 famiglie brevettuali INPADOC, che raggruppano tutti i documenti legati direttamente o indirettamente da un documento di priorità.

Sulla base dei risultati della query di ricerca, sono stati identificati i primi 20 Applicant/Assignee attivi a livello internazionale, riportati nella Tabella 1 con il relativo numero di brevetti.

Tabella 1 – Principali Applicant/Assignee identificati nella ricerca brevettuale sulla classe IPC H01L 31/042  (anni 2008-2013). Fonte: Thomson Innovation

Tabella 1 – Principali Applicant/Assignee identificati nella ricerca brevettuale sulla classe IPC H01L 31/042 (anni 2008-2013). Fonte: Thomson Innovation

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Innovation Days 2 – A tutta innovazione tecnologica con Crit

L’incontro è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per migliorare l’efficienza dei processi innovativi di tutte le imprese emiliano-romagnole

Innovazione tecnologica come base di crescita e sviluppo per le piccole e medie imprese. La vignolese Crit Research e T3Lab organizzano il convegno “Innovation Days 2: knowledge management”, in programma martedì 9 aprile alle ore 16 presso la Sala Convegni di Sacmi a Imola.

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Solar Cooling, il futuro è ibrido

Struttura di un modulo PV-T - Solarzentrum Allgäu

Struttura di un modulo PV-T - Solarzentrum Allgäu

Il Solar Cooling è una tecnologia particolarmente idonea ad integrarsi con altri sistemi di sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili: questo è quanto sostiene la Roadmap delle Tecnologie per il riscaldamento e il raffrescamento solare recentemente pubblicata della International Energy Agency IEA .

In sostanza, applicare le tecnologie di riscaldamento e raffrescamento solare in soluzione combinata o integrata con altre fonti energetiche rinnovabili, potrebbe essere un modo per ottimizzare gli investimenti, soprattutto quando lo spazio a disposizione per raccogliere l’energia solare è fisicamente limitato, come nel caso dei pannelli disposti sui tetti delle abitazioni.

Un esempio di possibile integrazione di tecnologie Solar Heating and Cooling (SHC) è rappresentato da sistemi di tipo ibrido fotovoltaico/solare termico (photovoltaic/thermal hybrid solar technology - PV-T). I collettori PV-T sono visti come una tecnologia molto promettente, potenzialmente in grado di utilizzare l’energia solare in modo più efficiente dei sistemi tradizionali presi singolarmente, con il vantaggio aggiuntivo di evitare la competizione tra le fonti energetiche per lo sfruttamento della superficie disponibile sui tetti.

I collettori PV-T innanzi tutto convertono l’energia solare in energia elettrica attraverso i moduli fotovoltaici, e poi riutilizzano il calore in eccesso per riscaldare l’acqua. I collettori PV-T sono allo studio da alcuni anni, ma non hanno ancora raggiunto significative quote di mercato, tanto che la roadmap dell’IEA indica il 2020 come termine auspicabile per lo sviluppo di sistemi PV-T competitivi. Sempre secondo l’IEA, per raggiungere questo traguardo sarà necessario supportare le aziende produttrici di sistemi SHC e fotovoltaici, anche e soprattutto attraverso il coinvolgimento di Università e centri di ricerca. Oltre a queste azioni di stimolo nei confronti delle aziende più innovative, la crescente competizione tra le fonti rinnovabili e la sempre più vasta diffusione delle applicazioni fotovoltaiche potrebbero rappresentare due fattori trainanti per lo sviluppo dei sistemi PV-T.

Sul fronte della ricerca, i maggiori sforzi per il miglioramento dei sistemi PV-T finora sono stati focalizzati sull’aumento dell’efficienza termica ed elettrica. Rimangono tuttavia numerose sfide aperte riguardo la riduzione delle perdite di calore, la protezione contro il surriscaldamento, l’integrazione tra i diversi dispositivi e l’abbattimento dei costi complessivi di produzione.

Tra i numerosi produttori che stanno cercando di sviluppare questi nuovi prodotti, si citano l’azienda britannica Newformenergy e la statunitense Power Panel, ma anche la tedesca Solarzentrum Allgäu, capofila di un progetto di ricerca che coinvolge, tra gli altri, anche il Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems ISE.

Per saperne di più:

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Innovation Scoreboard 2013: l’Italia guida gli “innovatori moderati”

Innovation Union Scoreboard 2013

Secondo l’Innovation Union Scoreboard 2013 – la classifica sullo stato dell’innovazione nei 27 Paesi della UE, elaborata dalla Direzione generale per le Imprese e l’Industria della Commissione europea – l’Italia si piazza al 16° posto in Europa, davanti a Spagna e Portogallo ma dietro ai grandi Paesi come Francia, Germania o Regno Unito.

Prima tra i paesi “innovatori moderati“, l’Italia sconta una bassa percentuale di Pil investita in ricerca e sviluppo (1,3% sul Pil, contro una media Ue al 2% e i paesi leader del Nord Europa al 3%), oltre a un basso numero di brevetti pro-capite e soprattutto un sistema di finanziamento all’innovazione (venture capital, finanza ordinaria per l’innovazione) non al livello della media europea. Tra i principali asset del sistema italiano, figurano l’alta disponibilità di capitale umano, le pubblicazioni scientifiche internazionali e l’alto numero di imprese che introducono innovazioni. Da rilevare che l’Italia ha, negli ultimi anni, migliorato la sua posizione relativamente agli altri paesi, ponendosi alla testa del gruppo dei moderate innovators.

Insomma, la strada per una “promozione di categoria” sembra essere difficile, ma i punti da cui partire ci sono, e le criticità da aggredire sono state messe in luce chiaramente.

Per un maggiore approfondimento, cliccare al seguente link.

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Tec Eurolab e CRIT a servizio delle PMI all’avanguardia – IlSole24Ore

Articolo di Ilaria Vesentini, IlSole24Ore, 14/03/2013

Dialogare. «È attorno a questa attività semplicissima, eppure così difficile da mettere in pratica in modo strutturato, che si gioca la partita dello sviluppo tecnologico».

Ne è convinto Paolo Moscatti, presidente di un’azienda – laboratorio leader di mercato nei test su materiali, prodotti e processi e nella failure analysis, la Tec Eurolab di Campogalliano, nel bivio strategico tra l’A1 Milano-Napoli e l’A22 del Brennero. Un concentrato di competenze e tecnologie – dai macchinari a Rx e a ultrasuoni per testare i materiali alle prove di corrosione accelerata in ambienti ostili – nato vent’anni fa sull’onda delle nuove certificazioni richieste dall’Ue e progredito via via in centro di problem solving, cui sono l’anno scorso si sono rivolte 1.450 aziende, perlopiù meccaniche, di tutta Italia e non solo.
Dialogare è la parola chiave di un “porto dell’innovazione” come si autodefinisce Crit Research, società privata di Modena specializzata nell’informazione tecnologica, nel brokeraggio scientifico e nell’innovazione collaborativa, creata a inizio Millennio da 14 big manifatturieri e oggi partecipata da 26 aziende del calibro di Alstom, Beghelli, Cnh, Ferrari, Gd, Sacmi, Technogym, Tetra Pak.  [..]

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Grande partecipazione alla sessione plenaria curata da LIAM alla mostra-convegno MC4

Alcuni dei beni di consumo più amati nel mondo sono prodotti e confezionati grazie a ingegnose soluzioni progettate e realizzate dai costruttori italiani di macchine automatiche. Il cuore di queste macchine, o meglio il cervello che ne comanda il funzionamento, è rappresentato dalle soluzioni per il controllo del movimento, protagoniste assolute di MC4 – Motion Control for (www.mostreconvegno.it), manifestazione organizzata da Fiera Milano Media che ha chiuso i battenti lo scorso 5 marzo a Bologna.

Giunta alla nona edizione MC4, che affianca a una vetrina di prodotti e soluzioni di eccellenza un ricco programma convegnistico, ha chiamato a raccolta quest’anno circa settecento operatori specializzati, manager, tecnici e progettisti che lavorano nelle aziende che costruiscono macchine e impianti utilizzati in ambito industriale ed energetico.

Particolarmente seguita è stata la sessione plenaria curata da LIAM (Laboratorio Industriale Automazione Macchine per il packaging), il laboratorio industriale localizzato presso CRIT e finalizzato a produrre conoscenza nell’ambito dell’automazione di macchine automatiche per il packaging.

Continua a leggere su Fiera Milano news – n.53 Marzo 2013

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Fotovoltaico: arrivano le nanoantenne che catturano anche gli infrarossi


Rectenna (Fonte: Nanowerk)

Gli scienziati studiano ormai da diversi anni le potenzialità di una nuova tecnologia di sfruttamento dell’energia solare, basata sulla fabbricazione di fotodiodi di dimensioni nanometriche. Questi dispositivi, denominati nano-antenne, sarebbero infatti in grado di catturare la luce in tutte le lunghezze d’onda per trasformarla in energia elettrica.
Come è noto, la luce alle lunghezze d’onda dell’infrarosso costituisce più di un terzo di quella che raggiunge la Terra dal Sole, ma i comuni dispositivi fotovoltaici a base di silicio non sono in grado di catturarla. La causa di questo limite è dovuta a un gap di banda presente in ogni semiconduttore, a causa del quale la luce sotto una certa frequenza attraversa il materiale senza generare corrente. Per ovviare a questo inconveniente, da qualche anno i ricercatori stanno cercando di realizzare un dispositivo fotovoltaico dotato di una nano-antenna metallica in grado di svolgere un duplice ruolo: funzionare innanzi tutto come antenna ottica per raccogliere e concentrare la luce solare,  e in più svolgere la funzione di fotodiodo, in grado di convertire la luce in una corrente di elettroni.  Questo genere di nano-antenna viene anche definito “rectenna” (contrazione di rectifying antenna) a causa della sua capacità di assorbire l’energia solare e rettificarla da corrente alternata in corrente continua.
Un dispositivo fotovoltaico dotato di un array di rectenne è teoricamente in grado di catturare più del 70% della radiazione elettromagnetica proveniente dal sole, e di convertirla efficacemente in energia elettrica. Questa tecnologia potrebbe quindi rappresentare un significativo miglioramento rispetto ai pannelli fotovoltaici tradizionali in silicio, i quali possono catturare al massimo il 20% della radiazione solare disponibile, e necessitano di un dispositivo a parte per convertire l’energia raccolta in una forma fruibile dalla rete elettrica. Per tutti questi motivi, da diversi anni la comunità scientifica internazionale sta cercando di tradurre in pratica le grandi potenzialità delle rectenne, finora espresse solo dal punto di vista teorico.
Recentemente, il gruppo di studio guidato dal Prof. Willis, professore associato all’UConn – University of Connecticut – ha presentato i risultati di una innovativa tecnica di fabbricazione delle nano-antenne, denominata Selective Area Atomic Layer Deposition (ALD), brevettata nel 2011.
Attraverso la ALD gli scienziati della UConn hanno potuto realizzate un dispositivo a rectenna, costituito in pratica da un diodo a tunnel di dimensioni nanometriche. Uno degli elettrodi della rectenna ha una forma appuntita, simile alla punta di un triangolo; il segreto che garantisce il buon funzionamento del dispositivo è la distanza estremamente ravvicinata tra i due elettrodi, paragonabile al contatto di una punta di spillo su una parete. La limitata grandezza di questo intervallo dimensionale è il fattore critico per garantire il massimo trasporto di elettricità: in pratica, la distanza nanometrica tra i due elettrodi fa sì che gli elettroni riescano ad incanalarsi verso l’elettrodo opposto, senza possibilità di invertire la direzione. Ciò fa sì che la rectenna sia in grado di catturare l’energia degli elettroni rettificandola in una corrente unidirezionale. Inoltre, il dispositivo è in grado di convertire anche la componente infrarossa della radiazione solare, e in generale tutto lo spettro del visibile. Prosegui la lettura »

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Start up High Tech: Microturbina

Nel 2012 CRIT ha analizzato oltre 100 start up high tech partecipando come valutatore a diverse start up competition. Nel corso del PNI Premio Nazionale dell’Innovazione 2012 (Novembre 2012), CRIT ha individuato numerose start up high tech potenzialmente interessanti per il proprio network di aziende.

Tra queste si segnala una start up dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova che porta il nome di Microturbina, la cui idea imprenditoriale è rappresentata da un dispositivo per la produzione di energia elettrica attraverso una tecnologia che sfrutta la pressione di un fluido e la trasforma in energia elettrica.

La microturbina è in pratica un sistema di energy harvesting, del diametro di una moneta da un euro, che sfrutta piccole quantità di energia meccanica o fluidica, disponibili nell’ambiente o negli impianti industriali, per alimentare sensori o sistemi di misura. La struttura compatta e la capacità di generare autonomamente fino a 30W rende la microturbina una tecnologia adatta a sostituire le batterie o a ricaricarle, in particolare all’interno di impianti distribuiti su grandi estensioni o in zone remote, riducendo l’utilizzo dei cavi elettrici associati.

Con una vita utile di 10 anni, la microturbina dell’IIT permette di migliorare l’affidabilità e la sicurezza di impianti estesi (o gasdotti) e di ridurne i costi di gestione. I clienti potenziali sono i distributori (utilities, municipalizzate) del gas e dell’acqua, le società fornitrici di strumentazione per gas e acqua, e i fornitori e operatori ferroviari.

Per maggiori informazioni: Microturbine – IIT

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CRIT Research nel Comitato Scientifico della Nuova Fiera MECHA-TRONIKA

La nuova mostra delle intelligenze per la produzione industriale, MECHA-TRONIKA  si terrà a Fieramilano dal 23 al 26 ottobre 2013. Allo scopo di supportare la definizione dell’agenda tecnologica che guiderà la nuova rassegna dedicata a uno dei settori più promettenti per lo sviluppo del manifatturiero, l’organizzazione si è dotata di un Comitato Scientifico in cui fa parte la società vignolese CRIT Research™. Prosegui la lettura »

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Bando Ricerca, Innovazione e Crescita: le aziende CRIT al top in Emilia-Romagna

Sono 6 le aziende socie del CRIT ammesse a finanziamento da parte della Regione Emilia-Romagna sul bando Ricerca, Innovazione, Crescita, pubblicato a Marzo 2012 e di cui sono state rese note le graduatorie a febbraio 2013. Datalogic Automation, (4° classificata, 740 mila euro di finanziamento), ALSTOM Ferroviaria (4° classificata, 795 mila euro di finanziamento), CNH Italia Spa (11° classificata, 865 mila euro di finanziamento), Carpigiani (18° classificata, 990 mila euro di finanziamento), Gruppo Fabbri (18° classificata, 840 mila euro di finanziamento), SCM (36° classificata, 866 mila euro di finanziamento). Ad esse, si aggiungono le aziende membri del Network Fornitori Accreditati Curti Costruzioni Meccaniche, Centro Alesatura e CRP meccanica.
Di queste, vale la pena di sottolineare che Datalogic Automation e ALSTOM Ferroviaria si sono avvalse del supporto da parte del CRIT nella stesura della domanda. Il CRIT non ha peraltro supportato imprese che non sono state finanziate, confermandosi quindi una realtà in grado di individuare e promuovere le eccellenze a livello regionale per quanto riguarda la capacità di investire proficuamente in ricerca e sviluppo.

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