Network Fornitori Accreditati CRIT – Activity Report 2013

Nel corso del Suppliers’ Day svoltosi presso CRIT lo scorso 12 dicembre, CRIT ha presentato l’Activity Report 2013 relativo alle attività del Network Fornitori Accreditati.

Questo il prospetto generale delle attività realizzate:

  • 5 Tavoli di Lavoro
  • 18 Seminari CRIT
  • 1 Tecno Tour
  • 9 Convegni
  • 2 Suppliers’ Day
  • 11 Incontri Fornitore
  • 15 Attività Client/Supplier Matching
  • 6 Bandi R&D proposti
  • 2 Domande presentate.

Alcuni dati salienti da segnalare: 22 Fornitori su 36 sono stati coinvolti nelle attività relative ai bandi R&D e alle domande di finanziamento (61% sul totale, contro il 38% del 2012), il 92% dei fornitori coinvolti almeno in un’attività di innovazione collaborativa (tavoli di lavoro e confronto, seminari, tecno-tour, convegni, ecc); 58% dei Fornitori (21 su 36) coinvolti nelle attività di matching con soci e clienti CRIT (incontri diretti, matching cliente/fornitore) rispetto al 47% del 2012.

Per maggiori dettagli, è possibile consultare il report completo.

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Il Club degli Innovatori, un “think tank” a misura d’impresa

Tavolo di lavoro Club Innovatori

Tavolo di lavoro Club Innovatori

Col 2013 si chiudono i primi cinque anni di attività Club degli Innovatori di Confindustria Modena, che ad oggi conta 139 iscritti e 21 tavoli di lavoro. L’ultimo incontro del 2013, sull’impiego degli adesivi strutturali nella progettazione meccanica, si è tenuto a fine novembre con la collaborazione della società di consulenza Crit Research e dell’azienda Duna Corradini. «Gli adesivi offrono importanti miglioramenti progettuali come l’impermeabilizzazione, la resistenza a condizioni particolarmente critiche e la riduzione del peso finale», hanno rimarcato Andrea Federzoni del team R&D di Duna Corradini e il docente di progettazione meccanica all’Università di Parma Alessandro Pirondi.

Ogni tema al centro dei tavoli di lavoro si costruisce grazie a una sezione ad hoc del sito Internet di Confindustria Modena dove le aziende sono invitate a esprimersi con suggerimenti e proposte. L’associazione di via Bellinzona completa poi l’organizzazione dell’evento con l’individuazione dei relatori e degli esperti più accreditati.

Per il nuovo anno è già stato messo in calendario “Simulazione ibrida e collaudo virtuale di sistemi meccatronici”. L’appuntamento è fissato per martedì 21 gennaio alle ore 14.30. Anche in questo caso con la supervisione tecnica di Crit Research. Guest speaker sarà Marcello Pellicciari, docente all’Università di Modena e Reggio Emilia.

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Patent Information News 4/2013

Segnalo l’uscita dell’ultimo numero di Patent Information News, la newsletter dell’EPO (European Patent Office) sugli ultimi sviluppi legati alla documentazione brevettuale.

Di seguito se ne riporta il sommario:

  • Global Patent Index now with legal status
  • Editorial
  • Three newsflashes from the Espacenet team
  • High-quality legal status data on patents is a must for business
  • Patent information services for experts
  • Using statistical analysis to get the best out of patent information
  • Patent statistics for decision-makers
  • Patent information seminar and webinar schedule
  • How legal status data can reveal some surprises about your competitors
  • More improvements to the European Patent Register in December 2013
  • Survey on the European Patent Register and Register Alert service
  • Publications corner
  • Official Journal to go fully electronic from 2014
  • Events in China and Korea
  • News from Asia
  • Other news

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Fraunhofer ISE, nuovi record di efficienza per le celle solari

Schema di contatto passivato per celle solari di tipo N

Schema di contatto passivato per celle solari di tipo N

L’Istituto Fraunhofer per i Sistemi ad Energia Solare (Fraunhofer ISE) segna un nuovo record nel settore del fotovoltaico, portando al 24% l’efficienza delle celle solari al silicio di tipo N.

Solo poche settimane fa, il Fraunhofer ISE, insieme a Soitec, CEA- Leti e all’Helmholtz Center di Berlino aveva stabilito un nuovo record mondiale assoluto per l’efficienza di conversione delle celle fotovoltaiche, grazie allo sviluppo di una  cella solare a quattro giunzioni utilizzata nei concentratori fotovoltaici e capace di raggiungere un’efficienza del 44,7%.

Il nuovo record stabilito in questi giorni dal Fraunhofer ISE riguarda invece le celle solari di tipo N, ed è stato ottenuto grazie a uno speciale “contatto passivato” che copre l’intera superficie posteriore della cella.

Le celle solari al silicio comprendono due aree, con spessori diversi, per conduzioni differenti: N indica negativo, P positivo. Lo strato più spesso, il materiale di supporto, viene considerato la base e determina il tipo di cella. Le celle solari tradizionali  presentano una base di tipo P e uno strato conduttivo N sottile, detto emittente o vettore di carica. Nelle celle solari di tipo N, l’emittente è “dopato P”, tramite la diffusione di boro o l’aggiunta di alluminio.

La maggior parte delle celle solari al silicio attualmente disponibili sul mercato è di tipo P e sono caratterizzate da un’elevata efficienza, ma il nuovo silicio di tipo N mostra proprietà migliori per quanto riguarda  la tolleranza verso quasi tutte le impurità. Inoltre, il silicio di tipo P è più vulnerabile alla degradazione indotta dalla luce, cosa che non si verifica con il silicio di tipo N.

Per qualche tempo, sono stati condotti esperimenti sul silicio di tipo N come materiale di base, ma la tecnologia di produzione era risultata molto complessa. Ad esempio, il problema principale nell’utilizzo delle celle solari di tipo N, in cui l’emittente si trova sul lato esposto al sole, era la passivazione dell’emittente stesso, trattato normalmente con aggiunta di boro.

Finora, le caratteristiche del lato posteriore della maggior parte delle celle solari rappresentavano un limite per l’efficienza dei dispositivi, a causa della presenza di contatti proprio sulla superficie inferiore. Utilizzando un contatto “passivato”, gli scienziati del Fraunhofer ISE sembrano avere superato questo limite tecnologico. Secondo Stefan Glunz, direttore della divisione “Sviluppo e caratterizzazione delle celle solari” al Fraunhofer ISE, il contatto posteriore sviluppato per le nuove celle solari di tipo N è molto semplice, senza alcun patterning, e consente di raggiungere un rendimento del 24%.

Il nuovo contatto posteriore, denominato Topcon (Tunnel Oxide Passivated Contact), è costituito da un tunnel ultrasottile di ossido e uno strato sottile di silicio. La passivazione superficiale è di ottima qualità e il contatto posteriore offre una bassa resistenza per il trasporto dei portatori di carica. Questa nuova tecnologia, spiegano i suoi ideatori, permette di estendere il contatto all’intera superficie posteriore della cella solare, riducendo al minimo le perdite di resistenza.

Il Fraunhofer ISE attualmente  sta continuando a sviluppare la tecnologia di processo per le celle solari di tipo N. Nel prossimo futuro è prevedibile che le celle solari al silicio prodotte industrialmente raggiungeranno tassi di efficienza superiori al 20%.

Fonti:

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Componenti di libreria software intelligenti

Autore: Matteo Sartini (LIAM)
Articolo pubblicato su Automazione Integrata – Ottobre  2013

Per ridurre i tempi di sviluppo della logica di controllo di una macchina automatica è importante che questa sia modulare e riutilizzabile, cioè basata su componenti di libreria che opportunamente configurati possano essere utilizzati su macchine automatiche diverse.
Gli standard e le norme, come la IEC-61131-3 e PLCopen, stanno cercando di aiutare il progettista software a rendere i progetti sviluppati indipendenti dalla piattaforma di controllo, operando una standardizzazione dei linguaggi e delle funzionalità che le diverse piattaforme di controllo devono implementare. Oggi il progettista software trova disponibili sul mercato componenti per l’implementazione delle funzionalità di alto livello e basso livello, tipicamente per la gestione delle interfacce utente uomo macchina (HMI), gestione del motion control e gestione dei bus di campo di componenti remoti. Al contrario, per lo sviluppo della logica di controllo, il progettista software si trova spesso a dover sviluppare i propri componenti di libreria. Quando si parla di componenti software intelligenti, il primo passo è capire quali sono i componenti necessari per sviluppare un’applicazione nel mondo delle macchine automatiche.

Pensando a come è strutturato il software di una macchina automatica, possiamo dividere i componenti in due gruppi: uno comprende i componenti che pilotano dispositivi fisici (valvole pneumatiche, motori elettrici, ecc.), nell’altro quelli che implementano funzionalità che non sono legate a dispositivi fisici, ma a servizi necessari per lo sviluppo del controllo logico. Approfondiamo ora il tema dei componenti di libreria intelligenti di questo secondo gruppo. Prosegui la lettura »

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Crit entra nel progetto REEMAIN finanziato dalla Commissione Europea

Insieme all’azienda riminese Scm, leader mondiale nella produzione di macchine per la lavorazione del legno, CRIT lavorerà per promuovere l’efficienza energetica e le energie rinnovabili nei contesti manifatturieri di tutta Europa
Il progetto si svolgerà in quattro anni e comporterà investimenti per quasi 10 milioni di euro, di cui 6 saranno coperti dalla Commissione Europea. Nel corso delle attività progettuali, verranno messe in connessione competenze ed esperienze di eccellenza su processi di produzione, strumenti software di simulazione energetica, standard energetici e tecnologie di produzione e accumulo di energia da fonti rinnovabili, con lo scopo di sviluppare e una piattaforma per il miglioramento dell’efficienza, a livello industriale, nell’utilizzo di risorse energetiche.
Il progetto sarà diretto e coordinato dal centro di ricerca spagnolo Cartif, e vedrà la collaborazione di 16 partner provenienti da sette Paesi europei, tra cui, oltre le già citate Crit e Scm, l’Istituto Fraunhofer tedesco, la De Montfort University inglese, il consorzio di ricerca basco Ikerlan, l’Associazione Spagnola di Normazione e Certificazione (Aenor), e l’azienda tessile turca Bossa.

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Premio Sviluppo Sostenibile 2013: ecco i vincitori

E’ stato assegnato il Premio Sviluppo Sostenibile 2013, istituito per il quinto anno consecutivo dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Ecomondo- Fiera di Rimini  con  l’ adesione del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio, per la prima volta, del Ministero dello Sviluppo Economico. Quest’anno i vincitori sono stati selezionati tra più di 200 concorrenti da una giuria composta da Raimondo Orsini, Silvia Zamboni, Walter Facciotto, Fabrizio Tucci, Luciano Morselli e Roberto Pelosi (Amministratore Delegato di CRIT). La giuria ha premiato le aziende che si sono distinte per attività e progetti caratterizzati da rilevanti benefici ambientali, elevato contenuto innovativo, positivi effetti economici e occupazionali e un significativo potenziale di diffusione.
Tre le categorie premiate: start up, eco-design, attività agricole di qualità ecologica.
Innovation in Sciences &Technologies- Is-Tech srl ha vinto il premio per la sezione “Start up”  per la realizzazione della piattaforma intelligente multi — forma e multi – funzione APA, acronimo di “Air Pollution Abatement”, che si propone come soluzione in grado di contrastare il fenomeno dell’inquinamento atmosferico, operando il trattamento dell’aria in tutti gli ambiti indoor e outdoor (con priorità indirizzata per interventi nei luoghi confinati e parzialmente confinati) nei quali è elevata la concentrazione di polveri sottili e di altri inquinanti nocivi.
Alla Greenwood di Salzano (Venezia) è stato assegnato il  Premio  per la sezione “Eco-design“, per la  produzione di profilati in materiale composito costituito da farina di legno di riciclo, derivante da scarto selezionato sia per qualità che per essenza, e da polipropilene, per la realizzazione di pavimentazioni e rivestimenti verticali per esterni di elevato pregio estetico e durabilità, nel rispetto dell’ambiente.
La Cooperativa Fattoria della Piana Società Agricola di Contrada Sovereto (Reggio Calabria), che si occupa della raccolta e della trasformazione del latte proveniente dalle fattorie dei soci allevatori situate sull’Aspromonte, sul Monte Poro, nella piana di Gioia Tauro e nel Crotonese , riceve il Premio per la sezione “Attività agricole di qualità ecologica“, per aver saputo coniugare benessere animale, attenzione sanitaria, e cura dell’ ambiente attraverso la realizzazione di impianti fotovoltaici e di fitodepurazione.
Accanto alle tre aziende vincitrici, che riceveranno la medaglia del Presidente della Repubblica, ci sono altre 27 aziende segnalate, 9 per ogni settore,  che riceveranno una targa  di riconoscimento (qui l’elenco completo). La cerimonia di premiazione avverrà a Rimini l’8 novembre prossimo all’ interno di Ecomondo-Key Energy.

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OMAC PackML: supporto all’integrazione di macchine automatiche

Autori: Luca Bernardini (LIAM), Felice Gnerre (LIAM)
Articolo pubblicato su Automazione Integrata – Giugno 2013

Nata nel 1994 con il nome di Open Modular Architecture Controls, poi cambiato in Organization for Machine Automation and Control nel 2008, l’OMAC è una organizzazione che mette insieme costruttori di macchine automatiche, utilizzatori finali e fornitori di sistemi di automazione con lo scopo di cercare soluzioni comuni e condivise alle questioni che pone lo sviluppo di infrastrutture di controllo aperte e modulari. All’interno dell’OMAC, l’OMAC Packaging Work Group (OPW) si occupa di promuovere e migliorare standard e linee guida per lo sviluppo di macchine per il packaging con lo scopo di aumentare la flessibilità e ridurre i costi di integrazione. L’OPW è organizzato in cinque comitati: PackLearn e PackAdvantage si occupano di migliorare la comunicazione tra gli addetti ai lavori del settore stilando un linguaggio condiviso per descrivere problematiche comuni e promuovendo lo standard con proposte di formazione specifica riguardo le tematiche trattate; PackConnect si focalizza sulle modalità di comunicazione tra i dispositivi presenti in una macchina automatica; PackML è oggetto di approfondimento in questo articolo; PackSoft ha l’obiettivo di individuare quali standard sono da adottare per lo sviluppo della logica di controllo e proporre nuovi componenti di libreria che soddisfino funzionalità comuni alle macchine per il packaging. Il frutto del lavoro dei cinque comitati ha prodotto il documento “Guidelines for Packaging Machinery Automation” [GPMA06] di cui l’ultima versione è datata novembre 2006.

Figura 1 - PackML V3 Demo in MS Excel OMAC-OPW

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L’Open Innovation funziona! Le conclusioni in un report di Chesbrough e Brunswicker

Il padre dell’Open Innovation Henry Chesbrough dell’Università della California a a Berkeley e Sabine Brunswicker dell’istituto Fraunhofer hanno recentemente realizzato un interessante report intitolato “Managing Open Innovation in Large Firms”, nel quale si affronta la questione dell’efficacia dell’Open Innovation all’interno delle grandi imprese. La conclusione del report è che l’Open Innovation funziona davvero, e questo giustifica il crescente livello di interesse ed investimenti in questo nuovo paradigma dell’innovazione.

Lo studio ha raccolto le interviste di 125 grandi imprese europee e statunitensi, con fatturato di almeno 250 milioni di dollari e oltre 1.000 dipendenti.

Le conclusioni possono essere così sintetizzate:

  • Il 78% delle imprese intervistate pratica l’Open Innovation.
  • Nessuna impresa ha abbandonato la pratica dell’Open Innovation da quando l’ha introdotta all’interno dei processi di R&D.
  • Il 71% delle imprese riferisce che il proprio top management supporta l’Open Innovation.
  • L’82% delle imprese riferisce che, in confronto a tre anni fa, l’Open Innovation è praticata in maniera più intensa.
  • Le tre principali pratiche di Open Innovation adottate dalle grandi aziende solo la partecipazione diretta dei clienti ai processi R&D, il networking informale e la collaborazione con le Università. Il Crowdsourcing e i servizi offerti dagli intemediari dell’open innovation hanno un utilizzo ancora relativamente limitato.
  • La necessità di stabilire nuove partnership, esplorare nuovi trend tecnologici e identificare nuove opportunità di business sono le principali ragioni strategiche che spingono le aziende ad adottare l’Open Innovation
  • Le divisioni di R&D e ingegnerizzazione delle aziende che praticano Open Innovation riferiscono di disporre di maggiore autonomia di gestione delle risorse finanziarie da destinare alle attività di innovazione
  • La tipica grande azienda del campione esaminato investe 2 milioni di dollari annualmente in Open Innovation ed impiega a questo scopo l’equivalente di 20 impiegati full time.
  • L’Open Innovation non è ancora molto formalizzata, e le norme culturali interne alle aziende hanno la stessa importanza delle pratiche più formali
  • La maggiore sfida nella gestione dell’Open Innovation si svolge all’interno delle aziende stesse. Il cambiamento di paradigma dalla innovazione chiusa alla innovazione aperta rappresenta la barriera più difficile da superare.
  • Le imprese non sono ancora soddisfatte dei loro attuali parametri di Open Innovation, anche se ritengono che la loro performance complessiva riguardo l’open innovation sia migliorata nel corso degli anni.

Il report è liberamente scaricabile sul sito del Fraunhofer Institute.

Fonti: 15Inno by Stefan Lindegaard, Fraunhofer IAO
Foto: opensourceway on Flickr

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La prototipazione virtuale dei servomeccanismi

Autori: Luca Goldoni (LIAM), Gianluca Berghella (CRIT)
Articolo pubblicato su Automazione Integrata – Maggio 2013

Livello di dettaglio di una simulazione

Livello di dettaglio di una simulazione

Le moderne macchine automatiche sono complessi sistemi meccatronici le cui prestazioni finali dipendono pesantemente dall’interazione sinergica tra i gruppi elettromeccanici e le logiche di controllo che li governano e coordinano. Nel settore del packaging, in particolare, sono richieste dinamiche sempre più elevate per movimentazioni ad elevata precisione. Per incrementare flessibilità e riconfigurabilità delle macchine spesso i progettisti sono orientati a sostituire i sottosistemi a camme meccaniche con soluzioni programmabili governate da servoazionamenti, che utilizzano motori sincroni a magneti permanenti (PMM), anche impiegati in soluzioni direct-drive per sistemi con esigenze di elevata precisione. Le prestazioni finali dipendono dalle proprietà strutturali e dinamiche del sistema meccanico, da dinamica e controllo dell’azionamento elettrico e dalle leggi di moto programmate.

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