Rapporto sull’Innovazione in Emilia-Romagna 2012


Pochi settimane fa, su questo Blog, abbiamo dato evidenza al quadro di valutazione dell’innovazione regionale (Regional Innovation Scoreboard) della Commissione Europea, con riferimento alla regione Emilia-Romagna: regione trainante nel sistema innovativo nazionale, che si attesta su posizioni di testa rispetto alle altre regioni per quanto riguarda l’investimento privato in R&S, l’innovatività delle PMI, i brevetti ottenuti presso l’EPO per abitante.

Eppure il recente (survey aprile-giugno 2012) “Rapporto sull’Innovazione in Emilia-Romagna 2012”, realizzato dall’Osservatorio Innovazione Unioncamere Emilia-Romagna su un campione di 1500 imprese, disegna uno scenario ben diverso.

Il rapporto ci dice che gli investimenti per essere competitivi vanno verso la formazione del personale e lo sviluppo di nuovi prodotti (v. tab. 1) e sin qui tutto bene.

Tab. 1

Ma quando poi si analizzano le fonti di “approvvigionamento” dell’innovazione si scopre che “convegni e seminari” e “Università e Centri di Ricerca” occupano gli ultimi posti della graduatoria (v. Tab. 2).

Tab. 2

Non c’è da meravigliarsi, allora, se il 58% delle imprese Emiliano-romagnole NON ha introdotto alcuna innovazione negli ultimi 3 anni (v. Tab 3).

Tab. 3

Le imprese, in particolare piccole e medie, percepiscono come principali ostacoli all’innovazione il rischio troppo elevato a innovare (?!) e la mancanza di una strategia. Non fanno neanche in tempo ad “avvertire” ostacoli legati alle informazioni e relazioni con i centri di ricerca e università… (V. Tab 4).

Tab. 4

Insomma se si scorre il Rapporto ci si rende conto che più che di innovazione si parla di “adeguamento tecnologico”, se si pensa ad esempio che la banda ultra larga è percepito dalle aziende come un “giovamento” per la fruizione della posta elettronica… (v. Tab. 5).

Tab. 5

Forse l’unico dato positivo è l’innovazione legata alla eco-sostenibilità: l’alto costo dell’energia ci rende virtuosi e la conseguenza è un forte impegno alla riduzione dei consumi. (v. Tab. 6).

Tab. 6

In conclusione, confrontando i due studi, emerge che il sistema delle imprese viaggia a due velocità: chi innova e investe sulla conoscenza e i beni immateriali e chi invece arranca accontentandosi di meri adeguamenti tecnologici. Il problema è che munericamente il secondo gruppo è più vasto del primo.
La ricetta per invertire il trend? Difficile dirlo. Sicuramente dobbiamo creare nuova impresa, “technology based” e con visione strategica. E nel frattempo tenerci stretto chi ha voglia di innovare sul serio…

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