Innovare in Tempi di Crisi


Nel biennio 2008-2009 la crisi ha mostrato la sua faccia più dura. Da più parti si è invocata l’Innovazione come l’unica medicina per le economie occidentali.

Ma come hanno interpretato le nostre aziende il binomio crisi-innovazione?

Di seguito riportiamo in anteprima informazioni e prime conclusioni dell’indagine coordinata da Enrico Scaroni, che vedrà la luce nell’evento dell’11 Novembre a Milano.

CHI HA PARTECIPATO

L’indagine era stata indirizzata alle Alte Direzioni di un target di 290 Imprese presenti sul territorio nazionale, appartenenti a circa 70 settori industriali e di servizi. La scelta delle imprese inserite nel target d’indagine ha risposto ai seguenti criteri:

  • Aziende di grandi e medio-grandi dimensioni, leader (o comunque con posizioni rilevanti) nel proprio settore;
  • Aziende di dimensioni inferiori, purché leader di nicchia o segnalatesi per la forte innovatività e/o la rapida crescita.

Hanno dato la loro adesione all’indagine poco meno di 100 Imprese. I risultati derivano invece dall’elaborazione dei dati raccolti da 58 Imprese, per un totale di circa 100 questionari e 20 interviste. Non sono stati presi in considerazione i questionari arrivati oltre i termini utili, quelli completati in misura inferiore all’ 80%, quelli dove sono stati rilevati evidenti problemi di comprensione delle domande chiave. La composizione finale del campione, formatosi in maniera casuale, copre circa 30 differenti settori industriali o di servizi. Nel settore più rappresentato si contano non più di 4 imprese.

I dati analizzati sono relativi ai contributi forniti dalle seguenti imprese:

Di seguito si riportano le principali conclusioni dell’indagine.

CONCLUSIONI EMERGENTI

L’IMPATTO DELLA CRISI

Il biennio di crisi 2008-2009 ha colpito, anche duro, ma non tutti. Anzi: circa il 45% delle imprese che hanno partecipato alla nostra indagine dichiara di essere cresciuta in questi due anni, sia in termini di fatturato che di volumi di produzione.  Il 19% ha mantenuto gli stessi livelli del 2006-2007. Solo una minoranza, seppur piuttosto consistente (il 37% dei rispondenti), ha pagato e in non pochi casi (circa il 25% del campione) anche in maniera pesante (calo di vendite e volumi pari o superiore al 20%).

Se invece consideriamo la redditività, il quadro si fa meno positivo. A registrare cali e andamenti negativi è in questo caso la maggioranza (circa il 45%) dei rispondenti. C’è comunque un 35% in crescita anche da questo punto di vista e un altro 25% che mantiene i livelli del biennio precedente.

Ma quali sono le imprese che hanno retto meglio o sono cresciute nel biennio 2008-2009? In larga misura sono quelle che attribuiscono all’innovazione un ruolo chiave nelle proprie attuali strategie competitive. Al contrario, chi ha perso è, in maggioranza, chi non riconosce all’innovazione questo ruolo.

Poche imprese hanno ridotto gli investimenti in innovazione (solo il 25%). I più (45%) li hanno mantenuti stabili, un terzo circa li ha incrementati. Chi ha puntato sull’innovazione ha aumentato il numero dei progetti attivi o avviati. Quanto agli indirizzi generali di innovazione, la crisi sembra spingere nel breve termine le imprese su quattro direttrici principali:

  • maggiore/più precisa focalizzazione delle iniziative di innovazione,
  • maggiore interesse per nuove aree di business,
  • maggiore orientamento verso la generazione di prodotti di nuova concezione,
  • aumento del numero di progetti sviluppati in collaborazione con soggetti esterni.

LE TENDENZE DI LUNGO PERIODO NELLE DINAMICHE SETTORIALI E COMPETITIVE

Domina una diffusa percezione di elevata e crescente turbolenza ambientale, di avanzata maturità, con pesanti fenomeni di concentrazione e ristrutturazione nei settori/business di riferimento. A sostenerli ed accelerarli, la decisa intensificazione della competizione: a quella tradizionale, interna al proprio settore, si aggiunge, e soprattutto si aggiungerà nel prossimo futuro, la concorrenza proveniente da settori limitrofi e da paesi emergenti. L’auspicato e atteso superamento della crisi economica non produrrà che temporanei benefici. La questione principale, in questo contesto, è “Come garantire una sufficiente redditività?”:  lo è già nel presente, ma si porrà con ancor più forza nel prossimo futuro.

A questi fenomeni si sommano le dinamiche esplosive sul fronte della domanda: con sempre maggiore intensità si articolano, si diversificano, si trasformano e cambiano natura i bisogni dei clienti/consumatori. Il loro tasso di mutamento è percepito come sempre più rapido e tale tendenza si accentua quando si considera  il futuro. Le cause sono solo in parte  dovute a fattori socio-demografici, culturali, cambiamenti negli stili di vita, fenomeni migratori etc.; molto è indotto e sostenuto dallo sviluppo di nuove tecnologie e dal diffondersi pervasivo di tecnologie trasversali (microelettronica, information technologies, tecnologie TLC di nuova generazione). Tutto questo non fa che accrescere la percezione di un contesto sempre più instabile e imprevedibile. È decisamente prevalente la convinzione che nel prossimo futuro cambieranno non solo gli attori principali dei sistemi competitivi (primi fra tutti clienti, competitors diretti e fornitori), ma anche le competenze e quindi le tecnologie necessarie per affrontare con successo la sfida competitiva. Il lievitare della varietà e della complessità è e sarà la caratteristica prevalente di questi cambiamenti.

QUALE RUOLO PER L’INNOVAZIONE?

Che l’innovazione sia o sia destinata a diventare la “leva strategica competitiva chiave”  è un’affermazione sempre più condivisa. All’interno del nostro campione, chi esprime questa opinione anche relativamente al passato è netta minoranza: meno del 30%. Diventa il 57% se si considera l’oggi (FCS più citato insieme a Soddisfazione/Presidio dei clienti). Si fa maggioranza assoluta (quasi il 70% del campione) quando si fa riferimento al futuro.

Il ruolo cardine dell’innovazione nel sostenere le strategie aziendali è confermata per via indiretta dalle soluzioni che il nostro campione indica come le più idonee per uscire dalla trappola rappresentata dall’equazione: “maturità dei business+competitività in deciso aumento = redditività in calo”:

  • i più, il 60% circa, ritengono che la soluzione possa essere ricercata in tre direzioni fondamentali: innovazione, sviluppo di prodotti a più alto valore aggiunto, espansione sui mercati emergenti. Su tali sentieri, queste imprese hanno già oggi orientato con decisione le proprie strategie, confermandole tutte per il futuro;
  • il restante 40%, invece, formula una ricetta basata prima di tutto sulla focalizzazione strategica e l’efficientamento interno. Quando però si considera il  futuro, questo gruppo si spacca in due: una metà conferma le soluzioni già adottate; l’altra indica l’Innovazione quale primario FCS (da notare che la quasi totalità di questi ultimi appartiene all’insieme di chi oggi è più pesantemente colpito dalla crisi).

LE TENDENZE DI LUNGO PERIODO NELLE POLITICHE DI INNOVAZIONE

Gli impegni e gli sforzi in innovazione crescono comunque per tutti. Nel prossimo futuro sono destinati a crescere ancor di più e ad acquisire un posto di primo rilievo (oltre il 20% del totale degli impegni di risorse) per la gran parte delle imprese del campione. Si ampliano e si modificano in maniera significativa la natura e il profilo dell’innovazione necessaria. Se nel passato l’innovazione era considerata quasi un sinonimo della R&D di prodotto, oggi questa equivalenza non è più vera, e ancor meno lo sarà nel futuro. Cresce la rilevanza dell’innovazione radicale di business (new business generation / new business model design), diminuisce e perde la sua centralità l’innovazione incrementale di prodotto. Per altro si accorciano i cicli di vita dei prodotti. Il peso dei nuovi prodotti nella composizione globale del fatturato delle imprese è e sarà sempre più rilevante.

INNOVARE DA SOLI O INSIEME AD ALTRI

Non si può più innovare da soli. Irrompe il tema della collaborazione tra più soggetti per fare innovazione.

Rispetto al passato cambiano gli obiettivi, le forme e la natura dei collaboranti. Cresce la collaborazione tra soggetti appartenenti a diverse filiere/settori, si articolano e si fanno più complesse le stesse forme della cooperazione (crescita di galassie e network di innovazione).

FARE INNOVAZIONE OGGI

Se si considerano le pratiche di innovazione oggi concretamente dispiegate dalle imprese, si nota un certo ritardo rispetto alle tendenze di lungo periodo sopra ricordate. In particolare:

  • le attività di innovazione sono largamente definite, orientate, ma anche limitate/condizionate dai processi di Pianificazione Strategica;
  • il disegno strutturale e organizzativo delle imprese è impostato per massimizzare i risultati della gestione delle attività correnti. L’innovazione non trova quindi un habitat favorevole all’interno dell’azienda, ma semmai ostacoli;
  • i soggetti coinvolti nelle attività di innovazione sono pochi, specializzati e ancora decisamente orientati su quella di prodotto. Questo limita le capacità di produzione di nuove idee/concepts;
  • cresce costantemente il numero di progetti, aumenta la loro complessità e più alto è il livello di rischio connesso. Ma i tempi richiesti per completare i progetti si fanno sempre più compressi. Senza un salto di qualità nell’efficacia/efficienza dei processi di innovazione le attese riposte in essa sono destinate ad incontrare forti delusioni;
  • solo un progetto su quattro circa ha successo. Le principali cause di insuccesso: scarsa conoscenza dei mercati, disallineamento rispetto alle strategie, tempi di sviluppo troppo lunghi;
  • è elevata la percentuale di progetti che vengono portati a completamento, ma poi non hanno successo. Dubbi sull’efficacia/appropriatezza dei criteri di selezione dei progetti;
  • debole è la strumentazione di supporto ai team di innovazione. Molto si può e si deve fare oggi su questo fronte;
  • con il crescere delle attività e il loro diversificarsi, devono necessariamente articolarsi le soluzioni organizzative e i modelli per gestirle. E, con questi, anche la strumentazione manageriale e i sistemi di controllo direzionali che oggi appaiono, in molto casi, ancora rudimentali e poco efficaci.

IL RAPPORTO DI RICERCA

Il Rapporto di ricerca verrà pubblicato in 7.000 copie da ESTE Edizioni come supplemento speciale al numero di autunno 2010 di “Sviluppo & Organizzazione”, una delle più autorevoli riviste di Management italiane.

Verrà strutturato in due Parti.

La PARTE PRIMA si aprirà con le Conclusioni emergenti, una sorta di Executive Summary dove saranno ripresi e commentati i principali risultati raggiunti dall’indagine.

v  Il Capitolo 1 – L’impatto della crisi – sarà dedicato all’analisi delle conseguenze che la crisi economica sta provocando nel breve termine sulle imprese e in particolare sulle loro attività di innovazione.

v  Nel Capitolo 2 – Le tendenze di lungo periodo nelle dinamiche settoriali e competitive verranno esaminate percezioni e previsioni relative ai principali cambiamenti in atto nei settori, mercati e sistemi competitivi nonché al loro grado di stabilità/turbolenza.

v  Nel  Capitolo 3 – Quale ruolo per l’innovazione? il focus delle analisi sarà concentrato sui Fattori Chiave di Successo e sugli elementi che possono comprimere/sostenere la redditività . L’obiettivo: comprendere qual è il ruolo assegnato all’innovazione nelle strategie aziendali.

v  Nel Capitolo 4 – Le tendenze di lungo periodo nelle politiche di innovazione verranno presi in considerazione gli indirizzi generali con i quali le imprese orientano  le proprie attività di innovazione.

v  Nel Capitolo 5 – Innovare da soli o insieme ad altri? sotto la lente di ingrandimento sarà posto il crescente fenomeno della collaborazione/cooperazione tra imprese e/o tra imprese e altri soggetti per fare innovazione.

v  Il Capitolo 6 – Fare innovazione oggi chiuderà la Parte Prima con una fotografia “a grana larga” delle modalità operative (processi, progetti, modelli organizzativi) con le quali le imprese sviluppano oggi le proprie strategie e politiche di innovazione.

La PARTE SECONDA sarà invece costituita da una raccolta di interviste brevi ad accademici, manager di imprese ed esperti, che, su alcuni temi e tendenze emersi dall’indagine, commenteranno i risultati e/o riferiranno le proprie esperienze.

Il Campione

L’EVENTO CONCLUSIVO

  • Si terrà a Milano il giorno 11 novembre a Milano in via Massaua presso il Centro Congressi della Banca Popolare di Milano.
  • La partecipazione all’evento è a numero chiuso (150 posti) e riservata alle Aziende che hanno contribuito alla realizzazione dell’indagine. Per ciascuna Azienda sono riservati fino a tre posti: uno per un rappresentante dell’Alta Direzione (AD/DG) e due per figure più tecniche (Dir. R&D, Innovation Manager, Dir. Marketing, Dir.Strategie/Business Development).
  • La partecipazione all’evento è gratuita.
  • Avrà durata di un intera giornata (9.00 – 17.00, riferimenti indicativi suscettibili di modifiche)
  • Non sarà un convegno tradizionale ma una intensa giornata di discussione e approfondimento.
    • Dopo l’apertura del Presidente di BPM Massimo Ponzellini e la presentazione dei risultati dell’indagine si proseguirà con lo sviluppo in parallelo di tre “Laboratori” tematici che occuperanno la gran parte della giornata.
    • Nei Laboratori i partecipanti, divisi in gruppi di lavoro, avranno modo di confrontare le proprie esperienze e discutere tra loro e con accademici/esperti, le principali questioni emergenti dall’indagine. Ciascun Laboratorio sarà aperto da un numero limitato di relazioni brevi (testimonianze aziendali e contributi di accademici ed esperti). Poi si dovrebbe lavorare tutti insieme, speakers e partecipanti, secondo una traccia che è ora in fase di definizione.
    • Al termine della giornata i risultati di ciascun Laboratorio dovrebbero essere presentati in sessione plenaria e commentati da un panel di esperti.
    • I tre temi prescelti per i Laboratori sono:
      • Cambia il profilo dell’innovazione necessaria
      • L’innovazione collaborativa
      • Efficacia e efficienza nei processi di innovazione

,

  1. Nessun commento ancora.
(non verrà pubblicata)