Archivio luglio 2012

TIWI e CRIT: un video per spiegare il brokeraggio tecnologico e l’innovazione collaborativa

Quali sono gli strumenti più utili per favorire l’innovazione? E soprattutto, come possono essere utilizzati efficacemente delle aziende? Rispondere a questi interrogativi non è affatto semplice, soprattutto adesso che le imprese si rivolgono con urgenza al mondo dell’innovazione per affrontare la difficile situazione dei mercati. È per questo motivo che noi di CRIT, che lavoriamo fin dal 2000 nel settore dell’informazione tecnologica e dell’innovazione collaborativa, abbiamo scelto i video di TIWI per presentare in modo efficace concetti complessi come trasferimento tecnologico, open innovation e brokeraggio tecnologico.

TIWI è una start-up nata nel 2009 a Reggio Emilia, esperta di storytelling e nota al grande pubblico per i propri video, nei quali si cerca di spiegare la realtà in modo innovativo, ma con rigore giornalistico. Ed è stato proprio un evento dedicato alla innovazione, nel 2010, a fare incontrare TIWI e CRIT. Uno degli strumenti che facilitano i processi di innovazione – purtroppo non ancora molto diffuso nel nostro Paese -, è creare occasioni di incontro tra grandi imprese e start-up ad elevato contenuto innovativo. Abbiamo incontrato TIWI durante un evento organizzato per presentare agli imprenditori le più promettenti start-up italiane, e non potevamo certo lasciarci sfuggire l’occasione per sperimentare direttamente il forte potenziale di questa azienda e provare ad utilizzare lo storytelling come strategia di comunicazione sui nuovi media.

“Il nome TIWI deriva da una lingua estremamente sintetica dell’Australia del Nord, che può esprimere concetti complessi in pochi suoni”, ci spiega Nicola Bigi, socio fondatore dell’azienda reggiana, con un passato da ricercatore nel campo del multimedia all’UCLA di Los Angeles e dottore in semiologia presso la scuola di Umberto Eco. “TIWI infatti produce video in grafica digitale e usa storytelling e motion graphics per rendere i contenuti interessanti e facili da ricordare. La nostra forza risiede soprattutto nell’essere un’azienda giovane e fortemente innovativa, tanto che nel 2010 ci siamo aggiudicati il premio Inmentor come migliore idea di business. In seguito abbiamo avuto anche un ottimo riscontro dal mercato, ed oggi annoveriamo tra i nostri clienti colossi del calibro di Adecco, Oracle e Sky.”

I video realizzati da TIWI per CRIT raccolgono quindi una duplice sfida: illustrare gli strumenti utilizzati dalla nostra azienda per soddisfare i bisogni di innovazione tecnologica dei nostri clienti, e contribuire a diffondere una cultura dell’innovazione “aperta” come strumento di crescita per le imprese e la società in generale.

, , , , , ,

Nessun commento

Rapporto ACEEE: Italia al 3° posto per l’efficienza energetica dopo Regno Unito e Germania

Secondo una nuova classifica messa a punto dall’associazione no-profit statunitense ACEEE (American Council for an Energy-Efficient Economy), in cui si valuta il livello di efficienza energetica delle economie più importanti del pianeta, il Regno Unito è sul podio, seguito a breve distanza da Germania, Italia e Giappone.

La classifica è modellata secondo un approccio già testato con successo da ACEEE per stimare il livello dell’efficienza energetica degli Stati Uniti, e include 12 delle maggiori economie del mondo: Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito, Stati Uniti e Unione Europea. Queste economie rappresentano oltre il 78% del prodotto interno lordo globale, il 63% del consumo globale di energia, e il 62% dell’ammontare di emissioni mondiali di anidride carbonica equivalenti.

Su una scala di 100 punti possibili assegnati sulla base di 27 diversi parametri, le economie sono state classificate da ACEEE in questo ordine:  UK, Germania, Italia, Giappone, Francia, Unione Europea, Australia, Cina, Stati Uniti, Brasile, Canada e Russia.

I 27 parametri di giudizio di ACEEE sono stati a loro volta suddivisi in quattro macro-gruppi: aspetti trasversali di utilizzo di energia a livello nazionale, edilizia, industria e trasporti. Nessun Paese ha ricevuto il punteggio massimo nelle quattro macro-categorie, a dimostrazione che vi sono molti margini di miglioramento e che ogni economia può apprendere dalle buone pratiche messe a punto dalle altre. Ad esempio, l’Italia ha ottenuto il punteggio massimo per quanto riguarda i trasporti, il secondo posto per l’industria, il quinto per le politiche energetiche e il settimo per quanto riguarda l’edilizia.

Il sistema di classificazione ACEEE utilizza sia metriche “politiche” che metriche “di performance” per misurare l’efficienza energetica complessiva di un Paese. Esempi di indicatori politici comprendono la presenza di  obiettivi nazionali di risparmio energetico, standard di controllo di consumi  ed emissioni per i veicoli, standard di efficienza energetica per gli elettrodomestici, ecc. Gli indicatori di performance misurano invece parametri quantificabili, come ad esempio la quantità di energia consumata da un Paese in relazione al suo prodotto interno lordo, i consumi chilometrici medi per passeggero mediamente dei veicoli stradali, e l’energia consumata per metro quadrato di superficie negli edifici residenziali.

Fonte: ACEEE

The 2012 ACEEE International Energy Efficiency Scorecard

The 2012 ACEEE International Energy Efficiency Scorecard

,

Nessun commento

MACHINE-VISION SOFTWARE: Consortium rises to challenge of benchmarking software

Articolo pubblicato su Vision Systems Design, Giugno 2012

Despite the numerous machine-vision software packages now available, there is still no means to properly benchmark their performance. In 2008, Vision Systems Design asked software vendors for their ideas of what features should be included in such a benchmark (see “Setting the Standard,” Vision Systems Design, November 2008).

While some questioned the need for a benchmark, others pointed out the difficulties in implementing such an idea. Taking up the challenge, Wolfgang Eckstein, managing director of MVTec Software (Munich, Germany), proposed a number of benchmarks, each consisting of a set of image sequences in which the influence of a “defect” was continuously increased. The quality of specific software would then be judged by the number of images that can be processed correctly (see “Toward a Machine-Vision Benchmark,” Vision Systems Design, May 2009).

Now, Datalogic (Bologna, Italy) and System (Fiorano Modenese, Italy; www.system-group.it) groups have partnered with the University of Bologna (Bologna, Italy; www.deis.unibo.it) and the T3LAB Consortium (Bologna, Italy; www.t3lab.it) to produce a benchmark to evaluate the capabilities of commercial machine-vision software libraries as part of the VIALAB research project (www.progetti.t3lab.it/vialab/).

Prosegui la lettura »

, , , , , , , , ,

Nessun commento

Prognostica e Manutenzione Preventiva

Autori: Cesare Fantuzzi, Riccardo Rubini, Marco Cocconcelli, Cristian Secchi, Michele Cotogno e Giovanni Prata
Articolo pubblicato su Automazione Integrata, Giugno 2012

La prognostica è la previsione dei guasti basata sulla osservazioni di variazioni di parametri operativi di un sistema industriale durante il suo normale ciclo di funzionamento. L’obiettivo quindi consiste nel predire un guasto incipiente prima che questo provochi un fermo macchina, spesso con conseguenze disastrose sul ciclo produttivo e sulla integrità stessa della macchina.

Tipi di guasti frequenti su cuscinetti

La manutenzione predittiva viene effettuata a seguito dell’individuazione di uno o più parametri della macchina che vengono misurati ed estrapolati utilizzando appropriati modelli matematici allo scopo di individuare il tempo residuo prima del guasto. A tal scopo, nella letteratura corrente, vengono usati diverse metodologie, che possono essere riassunte come segue:

  • Analisi tribologiche sui lubrificanti, allo scopo di individuare variazioni di condizioni chimico fisiche (viscosità, acidità, alterazioni chimiche), la presenza di contaminanti (acqua, polveri, fluidi di processo) o la presenza di polveri metalliche provenienti da usura, condizioni quindi che possono essere legate ad un tempo residuo al guasto. Queste tecniche sono però difficilmente automatizzabili e debbono essere fatte a campione e fuori linea.
  • La misura delle vibrazioni, allo scopo di individuare componenti meccaniche che si siano usurate, disallineate o danneggiate. Nel caso di azionamenti elettrici, la misura delle vibrazioni possono essere messe in relazione a misure delle correnti degli avvolgimenti. Queste misure possono essere effettuate in linea, e nel caso delle misure di correnti, non necessitano di sensori aggiuntivi, accelerometri nel caso della misura delle vibrazioni, in quanto la misura di corrente è già implicita nella implementazione del sistema di controllo. In questo caso, l’applicazione della metodologia richiede lo sviluppo di algoritmi per l’analisi del segnale, in genere di tipo frequenziale (Trasformate di Fourier), o miste (Wavelets e Trasformate di Hilbert-Hwang), che però, nei casi di movimenti a velocità variabile, tipici del contesto della automazione di macchina, non sono ancora state completamente sviluppate, e mancano reali applicazioni industriali per questa casistica.
  • La termografia dei componenti, allo scopo di individuare riscaldamenti prodotti da attriti dovuti a cause analoghe viste al punto precedente, usure e malfunzionamenti meccanici. Tale tecnica però è difficile da usare nel campo della automazione in quanto il riscaldamento può essere causato da fenomeni del tutto normali, quali il naturale riscaldamento insito alle perdite resistive negli avvolgimenti dei motori elettrici. Prosegui la lettura »

, ,

Nessun commento