Archivio giugno 2012

Patent Information News 2/2012

EPO - European Patent OfficeSegnalo l’uscita del numero 2/2012 di Patent Information News, la newsletter dell’EPO (European Patent Office) sugli ultimi sviluppi legati alla documentazione brevettuale.

Di seguito se ne riporta il sommario:

  • Espacenet tips
  • Editorial
  • An event for patent information professionals
  • Patent citations – global, up to date and rich
  • Trilateral patent office meet user community – Trilateral users’ day in Tokyo
  • Handbook of quality procedures before the EPO
  • New classification schemes: clean energy and smart grids
  • CPC update – CPC definitions
  • CPC top agenda for commercial providers
  • Register hyperlinks extended to Belgium, Finland and Norway
  • Recent improvement of TIPO’s “Online file inspection”
  • News from Asia
  • “East meets West” 2012: Better access to Asian Data
  • Toward effective collaboration between East and West
  • Publication corner
  • Other news

,

Nessun commento

Predire il moto ondoso per duplicare l’energia raccolta dalle onde

Wave Point Absorber

Wave Point Absorber

L’energia generata dal moto ondoso potrebbe essere duplicata utilizzando nuovi metodi di previsione della potenza delle onde in arrivo. Una ricerca condotta dall’Università di Exter, pubblicata sull’autorevole rivista Renewable Energy, potrebbe spianare la via per un nuovo modo di raccogliere l’energia marina, e renderla maggiormente utilizzabile.

Lo studio è stato portato avanti da un team composto da matematici ed ingegneri della Università di Exeter e della Università di Tel Aviv. Gli scienziati hanno determinato un metodo capace di prevedere esattamente la potenza di un’onda in arrivo, un’informazione che renderebbe la tecnologia di estrazione energetica del moto ondoso molto più efficiente.

Allo stato attuale, infatti, le tecnologie in grado di convertire l’energia marina sono relativamente immature, se confrontate con altre fonti energetiche rinnovabili, e non sono ancora commercialmente competitive senza meccanismi di incentivazione. Nonostante siano stati fatti molti progressi negli ultimi anni, rimangono due principali ostacoli allo sviluppo e alla diffusione di queste tecnologie: la necessità di prevenire il danneggiamento dei dispositivi causato da condizioni di mareggiate eccessive, e l’esigenza di migliorare l’efficienza del meccanismo di estrazione di energia dalle onde. La ricerca appena pubblicata intende risolvere entrambi i problemi grazie appunto alla capacità di prevedere il moto ondoso. Lo studio è focalizzato sull’impiego dei cosiddetti wave-point-absorbers, comuni dispositivi galleggianti provvisti di parti mobili, in grado di raccogliere e sfruttare l’energia meccanica del moto ondoso. È risaputo infatti che l’impiego dei wave-point-adsorber sarebbe molto più efficiente in termini di energia raccolta se la loro risposta fosse strettamente collegata alla forza delle onde in arrivo; tuttavia, questo è il primo studio in cui si fa il punto sul metodo con cui incrementare praticamente  l’efficienza di questi dispositivi attraverso un sistema di previsione e controllo. Il team di ricerca ha escogitato infatti un sistema di controllo interno al dispositivo, il quale lo mette nelle condizioni di estrarre il massimo apporto di energia dall’onda imminente, e allo stesso tempo di preservare la propria struttura interna in caso di condizioni di energia eccessiva. Un dispositivo equipaggiato con questo sistema di predizione delle onde è quindi in grado di spegnersi autonomamente in condizioni di tempesta, e contemporaneamente di ottimizzare la raccolta di energia in condizioni di moto ondoso regolare.

Secondo l’autore principale della ricerca, il Dr Guang Li dell’Università di Exeter, questo sistema potrebbe permettere alla tecnologia di fare quel salto di qualità tanto atteso, che la renderebbe competitiva non solo con le altre fonti energetiche rinnovabili, ma addirittura con le fonti di approvvigionamento energetico  tradizionali. Ora i ricercatori non aspettano altro che testare il dispositivo sui grandi parchi di raccolta dell’energia marina del Regno Unito, in modo da verificarne l’effettiva applicabilità su larga scala.

Fonte: ScienceDaily

,

Nessun commento

Collaudo virtuale di macchine automatiche

Il Collaudo Virtuale consente di risolvere prima i problemi di integrazione tra le diverse tecnologie cooperanti in una macchina automatica basandosi su un Prototipo Virtuale realizzato in un ambiente CAD 3D evoluto.

Autori: Alberto Vergnano, Università di Modena e Reggio Emilia – Luca Goldoni, Consorzio LIAM
Articolo pubblicato su Automazione Integrata, Maggio 2012

Processo di sviluppo di macchine automatiche

Collaudo Virtuale del software di controllo sul prototipo virtuale prima di giungere al prototipo fisico

Le moderne macchine automatiche sono complessi sistemi meccatronici le cui prestazioni finali dipendono pesantemente dall’interazione sinergica tra i gruppi meccanici e le logiche di controllo che li governano e coordinano. Lo sviluppo di una macchina automatica coinvolge pertanto molti progettisti con diverse competenze tecniche, che devono però seguire processi sequenziali e separati, utilizzando strumenti di progettazione specializzati. Quindi l’integrazione tra comportamenti meccanici e logiche di controllo viene conseguita con la risoluzione dei problemi in fase di collaudo della macchina in officina. In questa fase possono emergere diversi problemi che portano a ritardi di consegna, maggiori costi e prestazioni non ottimizzate.

In particolare il software di controllo è determinante per le prestazioni finali di una macchina automatica, tuttavia la sua progettazione ed il suo debug avvengono prevalentemente sul prototipo fisico, quando eventuali problemi, necessità e opportunità di modifica comportano tempi e costi molto elevati.

I cicli di lavoro vengono spesso definiti dall’ingegneria meccanica, le cui soluzioni progettuali vengono per lo più sviluppate considerando il comportamento nominale dei singoli meccanismi della macchina. Scenari che includono variazioni delle condizioni operative, transitori o errori vengono valutati con molta difficoltà. Le stesse simulazioni meccaniche non comprendono il comportamento delle logiche di controllo, che possono modificare pesantemente il comportamento dei moduli e del sistema intero.

Le prestazioni della macchina, a partire dagli stessi tempi ciclo e dalla produttività, vengono stimate con una certa approssimazione, e poi verificate solo nelle fasi di collaudo. Questo modo di procedere lascia molte incertezze nel processo di progettazione, che può trovarsi di fronte ad ostacoli inaspettati per il successo dell’iniziativa aziendale.

L’obiettivo della ricerca è quello di integrare le diverse fasi di sviluppo attraverso un Collaudo Virtuale, che consiste nella verifica e nella messa a punto delle prestazioni della macchina tramite la predisposizione di un Prototipo Virtuale in cui sono integrate la meccanica ed il software di controllo. In questo modo le diverse aree dell’ingegneria potranno confrontarsi, sviluppare ed ottimizzare congiuntamente le diverse soluzioni tecniche prima di ricorrere ad un prototipo fisico. Prosegui la lettura »

, ,

Nessun commento

La marcia dell’Europa verso il 2020: risultati e obiettivi italiani

Nel 2010 l’Unione Europea ha varato la  strategia Europa 2020 per guidare la ripresa economica dell’Europa e presentare un’agenda completa sull’evoluzione verso un’economia più competitiva, sostenibile e inclusiva.

Un elemento fondamentale di tale strategia è l’iniziativa Innovation Union che delinea le modalità con cui l’Europa affronterà l’“emergenza dell’innovazione”, mediante un approccio strategico che integri gli strumenti e i soggetti della ricerca e dell’innovazione. L’iniziativa impegna l’UE e gli Stati membri a creare un contesto favorevole per rendere l’ambiente economico più aperto all’innovazione, agevolare l’accesso ai finanziamenti privati, completare lo Spazio Europeo della Ricerca e affrontare le grandi sfide della società.

Gli obiettivi europei
Per misurare i progressi compiuti nel conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020, sono stati stabiliti 5 obiettivi quantitativi per l’intera Unione Europea. Questi sono poi tradotti in obiettivi nazionali per riflettere la situazione e le circostanze specifiche di ogni paese.
I 5 obiettivi che l’UE è  chiamata a raggiungere entro il 2020 sono:
1 -Occupazione: Innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età tra i 20 e i 64 anni)
2- R&S: Aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL dell’UE
3- Cambiamenti climatici/energia:
- Riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990
- 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili
- Aumento del 20% dell’efficienza energetica
4- Istruzione
- Riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10%
- Aumento del 40% dei 30-34enni con un’istruzione universitaria
5- Povertà/emarginazione: almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno. Prosegui la lettura »

, , ,

Nessun commento