Archivio marzo 2012

Tecno-Tour to Fraunhofer IPA, Festo and Audi

On the 19th and 20th of March 2012 representatives from CRIT Research™, its shareholders and its extended Network of companies travelled to the German region Baden-Wurttemberg visiting the Fraunhofer Institute for Manufacturing Engineering and Automation, the company Festo and a production site of Audi.

As one of the pioneers of Open and Collaborative Innovation activities CRIT Research™ has developed a series of undertakings promoting the discussion and the exchange between various companies and research centers. One of CRIT Research™’s models is the so called Tecno-Tour. During a Tecno-Tour CRIT Research™ and representatives from its shareholders, its Endorsed Suppliers Network and companies on particular invitation travel to research centers or companies of excellence getting to know the respective structures, concepts and competencies. This time a figure of 13 persons originating from ten different companies travelled to Germany visiting one institute of the Fraunhofer society, and the highly innovative companies Festo and Audi.

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Lo Scouting Tecnologico favorisce l’innovazione

Lo Scouting Tecnologico trova le eccellenze, anche le più nascoste

Qualsiasi processo innovativo messo in atto da un’azienda ha un inizio, rappresentato dalla genesi delle idee, e un punto di arrivo, contrassegnato dal successo del prodotto immesso sul mercato. Tuttavia, in generale, per riuscire a fare in modo che il cliente arrivi ad ammirare il nuovo prodotto, è spesso necessario superare alcuni ostacoli. Una gestione consapevole è la prima chiave per il successo dell’innovazione; grazie ad essa si incentiva la creazione di idee spontanee o strategiche, si possono selezionare le giuste idee da sviluppare, e l’azienda è messa nelle condizioni di organizzare al meglio le risorse interne ed esterne. Per dare vita a un processo innovativo è necessaria innanzi tutto la presenza di uno staff preparato nell’area Ricerca & Sviluppo e negli altri settori strategici per l’azienda e i suoi partner; in particolare, il personale ha un’importanza fondamentale fin dalla fase della genesi delle idee, perché dà vita a un prezioso insieme di conoscenze. Inoltre, già nella prima fase si può presentare una barriera significativa, dovuta al fatto che è necessario introdurre alcune conoscenze esterne all’azienda,  indispensabili per garantire il successo del processo innovativo. I responsabili decisionali devono dunque essere consapevoli della mancanza di queste competenze fin dall’inizio di un nuovo processo di innovazione. In caso contrario, tale carenza potrebbe presentarsi durante il corso del progetto, alla prima manifestazione di un ostacolo inaspettato.

In tutte le diverse fasi della realizzazione di un’innovazione, uno scouting tecnologico può rappresentare un’importante fonte di informazione, in grado di contribuire alla buona riuscita del progetto innovativo stesso.

Generalmente, quando si parla di scouting tecnologico ci si riferisce a un ampio ventaglio di metodi ed attività di indagine tecnologica: uno scouting può spaziare dalla previsione degli sviluppi tecnologici, fino all’identificazione di soggetti che offrono soluzioni ai problemi specifici individuati nel corso del processo innovativo. Le attività di scouting tecnologico forniscono un prezioso strumento per individuare la giusta idea da seguire; possono aiutare lo staff coinvolto nella ricerca industriale a decidere, fin dall’inizio, la giusta soluzione tecnica; possono essere utilizzati per identificare le soluzioni a determinati problemi; infine, possono aiutare l’azienda ad acquisire competenze provenienti dall’esterno.

Ad oggi, i vantaggi delle attività di scouting tecnologico sono stati compresi da un significativo numero di aziende. Alcune grandi aziende sono in grado addirittura di gestire un proprio settore interno dedicato allo scouting tecnologico, mentre altre preferiscono fare affidamento a professionisti esterni specializzati in questo ambito. Ma, esattamente, qual è il contributo di uno scouting al processo di innovazione? Prosegui la lettura »

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From Photosystem I to Bio-Solar Cells

Scheme of the Design Strategy of Creating Bio-Solar Cells (adopted from Meshin et al., 2012).

A group of researchers from the Massachusetts Institute of Technology, the University of Tennessee and the Ecole Polytechnique Federale de Lausanne has presented an approach harvesting electrical energy from the integral membrane protein complex photosystem I. The strategy elaborated in the present study arrives at an energy conversion of 0,1 %. While this factor is way too small for any real-word application it means an improvement of a factor of 10.000 with respect to a previous work originating from the same principle investigator.
The paper by Mershin and collaborators which was published on the open access journal Science Reports oriented its principle idea on a previous work published by MIT researcher Shuguang Zhang and collaborators from 2004. The key idea is based on relying on the photosystem I (PS I) which is involved in a plant’s photosynthesis. The PS I permits to convert light energy into electron transfer. The original approach derived the PS I from plants and layered them on a glass substrate. However, the assembling and stabilizing needed the use of rather expensive chemicals and sophisticated lab equipment. Additionally, the resulting solar cell efficiency was orders of magnitude too weak to be of any practical use. Prosegui la lettura »

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Social Innovation: il caso Crit Research

I social network stanno rapidamente entrando sul posto di lavoro, rivoluzionando anche il rapporto professionale tra le persone e arricchendolo di una dimensione sociale. I cambiamenti innestati dalle nuove reti sociali impongono alle aziende apertura all’innovazione, ma anche prudenza. È un’esperienza destinata a durare? E, soprattutto, che ruolo avrà nello sviluppo delle imprese?

Per rispondere a questi interrogativi, Aleandro Furlani e Francesco Lutman, autori del volume Social Innovation. Reti sociali: le nuove protagoniste dell’innovazione. Una guida pratica per le aziende italiane, ed. FrancoAngeli,  scelgono un approccio concreto, basato su esempi riguardanti realtà aziendali, tra cui anche quella di Crit Research. Il libro esplora come si possano aprire percorsi di “social innovation” attraverso la presentazione di oltre dieci casi originali, illustrati per rispondere a una semplice domanda: le nuove reti sociali possono creare valore, oggi, nelle nostre imprese?
Il volume è rivolto a tutte le aziende interessate a migliorare la propria gestione e rilanciare la competitività attraverso la social innovation, ed è strutturato come una sorta di decalogo corredato da casi aziendali.
I primi cinque temi presentati riguardano l’impiego dei social network in azienda come supporto alla gestione delle risorse umane. Si parte da argomenti molto dibattuti come la gestione del personale e la ricerca di nuovi talenti, ma vengono affrontati anche i temi dell’innovazione nelle catene di fornitura e dell’ottimizzazione di costi e risorse, senza ovviamente trascurare il fondamentale ruolo delle nuove tecnologie nella comunicazione sociale.
La seconda parte del decalogo esplora invece le opportunità offerte dai social network per affrontare la sfida della competitività: si parla quindi di marketing, comunicazione, vendita online, ma anche di innovazione dei canali e delle modalità di vendita, per concludere con la creazione di vere e proprie reti collaborative interaziendali.
Qui è appunto citato il caso di Crit Research (che riportiamo per gentile concessione degli autori e di FrancoAngeli Editore), il quale termina con la considerazione che le persone rimangono sempre al centro del processo della social innovation: le tecnologie sociali non sostituiscono infatti il valore del contatto diretto, ma sono di grande aiuto per moltiplicarne l’effetto, stimolando l’innovazione interaziendale e creando nuove opportunità di collaborazione.

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