Archivio dicembre 2011

Cinque soci CRIT tra i maggiori investitori europei in ricerca e sviluppo

E’ stato recentemente pubblicato l’EU Industrial R&D Investment Scoreboard, rapporto che raccoglie informazioni sulle 1000 imprese europee e le 1000 imprese extra-europee che hanno maggiormente investito in Ricerca e Sviluppo (R&S) nel corso dell’anno passato.

Tra i principali risultati dell’analisi, si evidenzia una forte ripresa degli investimenti a livello aggregato (+6,1%), a seguito della diminuzione del 2,6% nel 2009.  Le maggiori 50 imprese su scala mondiale in termini di investimenti complessivi in R&S comprendono 15 società UE, 18 imprese USA e 13 imprese giapponesi. Il primo investitore mondiale in R&S è la farmaceutica svizzera Roche (7,2 miliardi di euro), mentre il primo investitore UE è la Volkswagen (6,3 miliardi di euro), in sesta posizione mondiale.

Un altro risultato interessante della ricerca è la conferma che l’investimento in Ricerca e Sviluppo ha effetti positivi sulla performance aziendale. Infatti, un numero relativamente alto delle aziende presenti sullo Scoreboard si qualifica come fast growing, cioè  con una crescita di fatturato (o addetti) superiore al 20%. Inoltre, l’aumento dell’occupazione nelle aziende dello Scoreboard (+3%) risulta superiore al dato mondiale sullo stesso parametro.

Tra i soci CRIT presenti nella classifica, figurano il Gruppo Fiat, casa madre di CNH e Ferrari (17° posto europeo, 1.967M€ investiti in R&S), la ALSTOM (39° posto Europeo, 703M€ investiti in R&S), la IMA (404° posto Europeo, 30M€ investiti in R&S), la DATALOGIC (439° posto Europeo, 26M€ investiti in R&S).

E’ possibile scaricare il rapporto sul sito: http://iri.jrc.ec.europa.eu/research/scoreboard_2011.htm

Investimento in R&S, vendite e impiego annui nelle aziende analizzate dal rapporto

Investimento in R&S, vendite e impiego annui nelle aziende analizzate dal rapporto

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Graphene Electrodes Lead to Improved Energy Storing Devices

Structure of a fully surface enabled, lithium ion-exchange cell. It contains an anode current collector and nanostructured graphene at the anode, a Li ion source (e.g., pieces of Li foil or surface-stabilized Li powder), a porous separator, liquid electrolyte, and the nanostructured functional graphene at the cathode.

The use of graphene electrodes may lead to new means of storing energy for electric vehicle, renewable energy and smart grid applications. Researchers from the two US American companies Nanotek Instruments and Angstrom Materials propose in a recent article published in prestigious Nano Letters an approach aimed on combining the advantages of batteries and electrochemical double-layer capacitors (supercapacitors) offering both high-power and high-energy densities.

Scenarios of the mobility and energy power supply of the future strictly relate the success to the excistence of suitable energy storage devices. Currently, the main strategies are seen in supercapacitors, in lithium-ion batteries or their combination. Both solutions come along with challenging disadvantages. While lithium-ion batteries offer high-energy densities with low power densities, supercapacitors provide high-power densities, but with low energy densities. However, it would be wishful to have at hand simultaneously high-power and high-energy densities. Hence, strong research activities are present for the improvement of the single approaches, but also new approaches are under investigation.

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