Archivio settembre 2011

Valutazione della sostenibilità degli imballaggi in legno

Come è noto, la Comunità Europea ha definito come linea guida per la sostenibilità degli imballaggi la Strategia delle 4 R:

  • Riduzione delle quantità (volume e peso) dei materiali impiegati nella realizzazio-ne di confezioni.
  • Riutilizzo, ove possibile, di alcuni imballaggi dopo opportuna sterilizzazione (es: vuoto a rendere per le bottiglie di vetro in Germania)
  • Riciclaggio
  • Recupero dell’energia durante i processi di combustione.

La Direttiva Packaging dell’UE richiede che gli Stati Membri emettano programmi per ridurre i rifiuti da imballaggio, stabilisce le quantità di materiale da recuperare e riciclare, richiede di ridurre il contenuto di metalli pesanti negli imballaggi e obbliga gli stati membri a promuovere e sviluppare campagne di educazione al riciclaggio.

L’obiettivo globale minimo di recupero è ora del 60%. I nuovi obiettivi globali di riciclo sono stati fissati tra il 55% e l’80%. Gli obiettivi minimi di riciclo per materiale, da raggiungere entro il 2008 (2011 per Grecia, Irlanda e Portogallo), sono stati così definiti:

  • 60% per la carta e il vetro;
  • 50% per l’acciaio e l’alluminio;
  • 22,5% per la plastica;
  • 15% per il legno.

Molte aziende europee e internazionali hanno accolto le normative e il crescente interesse delle persone per l’ambiente come stimolo positivo per riguardare i propri processi produttivi in chiave sostenibile. A testimonianza della diffusione di comportamenti particolarmente virtuosi.

Nel caso del legno, trattandosi di un materiale per sua natura rinnovabile, la principale preoccupazione degli organismi internazionali è relativa alla sostenibilità della filiera produttiva, ovvero allo sfruttamento razionale delle foreste e alla sicurezza dei luoghi di lavoro.

A tale scopo, il marchio PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification), garantisce che il legno utilizzato dai produttori di imballaggi è ottenuto da foreste con i più elevati standard di eco-sostenibilità; attraverso uno specifico procedimento di rintracciabilità (Catena di custodia) è inoltre possibile certificare il percorso del legname certificato dalla foresta al prodotto finito.

A livello Europeo, la Forest-Based Sector Technology Platform (FTP) ha definito una roadmap per lo sviluppo sostenibile e la ricerca nel settore dello sfruttamento delle foreste in Europa. Secondo la Vision della FTP per il 2030, il settore giocherà un ruolo essenziale per lo sviluppo di una società sostenibile nella comunità europea.

Filiera dello sfruttamento del legno

Filiera dello sfruttamento del legno (Courtesy FTP)

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Consulting Nature: A new approach to liquid repellence technology

An illustration showing a schematic of slippery surface and its characteristics of repelling many fluids (credit: James C. Weaver and Peter Allen).

Nature, throughout its evolution matured many highly-sophisticated technologies. The transfer of these technologies, once understood, may provide great benefits on problems of daily life. Examples which demonstrate the transfer from strategies established in nature to technologies used by human kind can be found in the hook-and-loop fastener, the rounded form of a ship’s body tip and winglets as to name just a few. In a recent study published in the September issue of Nature researchers from Harvard University report on their adoption of a liquid repellent technology acting in the carnivorous pitcher plant Nepenthes. The group headed by Joanna Aizenberger considers that the developed material may provide self-lubricating, self-cleaning and self-healing properties. Possible applications are seen in biomedical fluid handling, fuel transport, anti-fouling and anti-icing technologies, self-cleaning windows and improved optical devices.

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Patent Information News 3/2011

Segnalo l’uscita del numero 3/2011 di Patent Information News, la newsletter dell’EPO (European Patent Office) sugli ultimi sviluppi legati alla documentazione brevettuale.

Di seguito se ne riporta il sommario:

  • Editorial
  • EPO makes it easier for public to comment on patentability
  • Tips for Espacenet users
  • What you missed in the last issue
  • Comparing procedures at the EPO and SIPO
  • Data news
  • Publications corner
  • Harnessing the power of patent data
  • Patent information training
  • SPC data – small in volume but high in economic value
  • World Patent Information
  • News from Asia
  • JPO publishes annual report and extends PPH
  • Country profile: Malaysia
  • Corrected Chinese documents in SIPO database
  • Other news

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Geotermia offshore: il progetto Marsili

L’energia geotermica è una forma di energia rinnovabile che deriva dal calore presente negli strati più profondi della crosta terrestre. La temperatura aumenta gradualmente con la profondità, secondo un gradiente geotermico che in media è di 3.3 °C/100 m (33°C/Km).

Per estrarre e usare il calore imprigionato nella Terra, è necessario individuare i serbatoi o giacimenti geotermici, ovvero  le zone dove il calore terrestre risulta maggiormente concentrato. Esistono diversi sistemi geotermici, ma attualmente vengono sfruttati a livello industriale solo i sistemi idrotermali, che sfruttano giacimenti di acqua piovana e fiumi che infiltrandosi in formazioni rocciose permeabili si scaldano a contatto con strati di rocce ad alta temperatura. Le temperature raggiunte variano dai 50-60 °C fino ad alcune centinaia di gradi. In alcune zone si possono presentare condizioni in cui la temperatura del sottosuolo è più alta della media per la presenza di fenomeni vulcanici o tettonici.

L’energia geotermica è rinnovabile e sostenibile, in quanto quando si sfrutta un sistema geotermico naturale, in cui la ricarica energetica avviene attraverso l’apporto al sistema di fluidi caldi in tempi comparabili allo sfruttamento, e l’impatto ambientale è in genere contenuto.

L’energia geotermica costituisce oggi meno dell’1% della produzione mondiale di energia. Tuttavia, uno studio condotto dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) afferma che sfruttando adeguatamente il potenziale dell’energia geotermica, si potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico mondiale dei prossimi 4000 anni.

Anche in Italia la fonte geotermica copre finora meno dell’1% dei consumi energetici complessivi; questa quota è dovuta unicamente allo sfruttamento dei campi geotermici della Toscana meridionale (Larderello, Monte Amiata) e non sono previsti sostanziali incrementi della produzione nel prossimo futuro.

Tra le numerose attività di ricerca nel settore geotermico, è da segnalare il progetto Marsili, il primo esempio al mondo di valorizzazione di Energia Geotermica sottomarina. L’obiettivo del progetto è produrre energia elettrica sfruttando il campo geotermico formato dal vulcano sottomarino Marsili, nel mar Tirreno meridionale.

Dal 2005 la società Eurobuilding S.p.A. ha avviato un’indagine ed una serie di studi sperimentali sul vulcano sottomarino Marsili con la collaborazione dei più importanti Istituti di Ricerca italiani nel campo della geotermia e delle scienze del mare (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Istituto di Geologia Marina del CNR di Bologna e Università di Chieti). I risultati hanno rivelato la presenza, all’interno del vulcano, di decine di milioni di metri cubi di fluidi ad alto contenuto energetico. Questi possono garantire, entro il 2020, una produzione annua di circa 4 TWh di energia elettrica (pari alla produzione di una centrale nucleare di media taglia), una quota che raddoppierebbe di fatto la produzione nazionale da fonte geotermica.  Secondo la tabella di marcia del progetto, entro il 2012 potrà essere realizzato il primo pozzo geotermico offshore della storia e la prima unità produttiva offshore potrebbe essere in funzione già nel 2015.

Il sistema di sostegno dei macchinari adibiti alla produzione di energia elettrica prenderà spunto dalle piattaforme in uso nell’industria petrolifera, con sostanziali modifiche e adattamenti in considerazione del peso delle unità produttive e della migliore stabilità nei confronti delle condizioni del mare, in modo da garantire il maggior numero di ore di produzione elettrica. Le tecnologie da attivare non necessitano di sperimentazioni particolari, essendo esse già note e tarate sulla terraferma. Prosegui la lettura »

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Technology Scouting Facilitates Innovation

Technology Scouting is the tool of choice to pick the right pieces.

Ideas are the beginning of any innovation process in any innovative company. The achievement of a new product entering the market marks the end of the whole innovation process. However, in general, before a satisfied client can admire this new product a series of obstacles needs to be smoothed out. A competent innovation management is a first key to the success of innovations. It stimulates the creation of spontaneous or strategic ideas, it decides for the ideas to be followed-up and it manages the resources present in the company or the ones possibly arriving from third parties. The well trained staff in the research & development and other departments of the particular company and potentially of partner organizations are of importance in the process. In particular because they form a valuable pool of knowledge.  Still, a significant barrier of innovation is given by the fact that some of the knowledge required for the  success of the innovation process still needs to be introduced into the company. The decision makers may be aware of this lack of competencies from the beginning of a new innovation project or a lack of knowledge may evolve during the course of a project when unexpected hurdles appear.

In all the varying steps of an innovation the application of a Technology Scouting may provide a valuable source of information contributing to the success of the innovation project.

Generally speaking the term Technology Scouting refers to a series of varying methods and activities. It ranges from the scope of foreseeing technological developments to the identification of players offering solutions to a particular problem. Technology Scouting activities provide a valuable tool to choose the right ideas to follow-up, it can provide the staff involved with the required background knowledge enabling to decide for the right technical solutions from the beginning, it can be used to identify solutions to particular problems and it can direct competencies to the company.

Nowadays, the advantages of technology scouting activities have been understood by a large number of industries. Hereby, some larger industries might even run their own technology scouting departments, others may rather rely on external groups. But, where exactly do they contribute? Prosegui la lettura »

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