Archivio 12 ottobre 2010

Quali strumenti per il Knowledge Management?

Fig.1: La piramide della conoscenza

In un articolo di questo blog  pubblicato qualche settimana fa abbiamo parlato di Knowledge Management e, in particolar modo,   di come dovrebbe essere interpretato questo concetto in ambito aziendale.

Ora parlaremo degli strumenti che vengono utilizzati per gestire la conoscenza. Prima di tutto è bene partire proprio dal concetto di conoscenza.

La figura mostra la “Piramide della conoscenza” nella quale sono rappresentati quattro livelli:

  • Dati: la materia prima dell’informazione, disponibile in grosse quantità e in continua crescita;
  • Informazione: dati selezionati e organizzati per essere comunicati.
  • Conoscenza: informazione rielaborata e applicata alla pratica. Si tratta di conoscenza esplicita che quindi potrebbe essere creata e condivisa dall’intera organizzazione;
  • Saggezza: è il vertice della piramide ed è costituita dalla conoscenza distillata dall’intuizione e dall’esperienza. Si tratta di conoscenza tacita posseduta dal singolo.

Gestire la conoscenza vuol dire produrla, archiviarla, renderla disponibile per favorirne diffusione all’interno dell’organizzazione, e infine usare al meglio la conoscenza positiva e le best practices.

Fig.2: Ciclo dell'informazione

In un’azienda il ruolo dell’IT è fondamentale per gestire tutti i processi di KM e a tale scopo negli anni si sono sviluppati sistemi sempre più complessi e performanti (KMS – Knowledge Management Systems). I KMS sono sistemi software che supportano le fasi del ciclo dell’informazione e la comunicazione all’interno di una comunità di pratica (ad esempio un’azienda). I sistemi ad oggi disponibili sono molteplici e sempre più spesso integrano moduli per gestire tutto il flusso dell’informazione, dalla creazione dei singoli dati all’interno di un processo fino alla loro elaborazione ed analisi per ottenere informazioni strategiche  con l’ausilio di strumenti di Business Intelligence.

Fino a poco tempo fa, le aziende si sono concentrate sul processo di gestione della conoscenza esplicita e, di conseguenza, anche i software a supporto hanno seguito questo trend. Ultimamente però si fa sempre più forte il problema della gestione della conoscenza tacita, della conoscenza intangibile dei singoli costituita da esperienze, relazioni sociali, modo di operare, ecc. Supponiamo di sostituire tutte le persone di un’azienda con altrettante persone di uguale preparazione tecnica, l’azienda si fermerebbe per una totale mancanza di conoscenza operativa.

Per ovviare a questo sono nati molti strumenti social e collaborativi che, seppur diversi tra loro, hanno in comune l’obiettivo di promuovere le conversazioni e lo scambio tra le persone consentendo a queste di regolare il flusso di informazioni e coglierne solo le parti essenziali. È fondamentale comprendere come uno scambio di informazioni facile e veloce tra persone che lavorano assieme può migliorare l’efficienza di qualunque azienda, promuovendo le relazioni sociali, aiutando a sviluppare fiducia e rendendo le persone consce delle proprie capacità, tutti elementi chiave per la gestione e lo sviluppo di un’azienda.

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