Archivio 3 settembre 2010

I confini del Knowledge Management

Il concetto di KM mette in sinergia tre elementi: le persone in quanto possessori di conoscenza tacita, le tecnologie informative fondamentali per la gestione della conoscenza e i processi aziendali frutto della esperienza e del know-how aziendale.

Al giorno d’oggi si sente tanto parlare di knowledge management o gestione della conoscenza in ambito aziendale ma allo stesso tempo, a causa del continuo aumento delle metodologie utilizzate e delle tecnologie annesse, diventa sempre più difficile fissare dei confini a questo argomento e tracciarne una definizione.

Nell’ambito della Knowledge Economy, si fa riferimento ai modelli e agli strumenti che rispondono all’esigenza di impiegare e gestire il sapere come asset di valore nelle attività d’impresa e, inoltre, vengono considerati in grado di incentivare l’individuo ad esplicitare le proprie conoscenze, a condividerle e a renderle accessibili.

Una interessante approccio che aiuta a fare luce su questo argomento così vasto è la suddivisione della conoscenza aziendale in conoscenza organizzativa e dati ed informazioni.

Nel primo caso si tratta di un capitale intangibile ma fondamentale per qualsiasi organizzazione, una conoscenza costituita da best practices, modelli mentali dello staff, gestione dei processi d’impresa, atteggiamenti e comportamenti imprenditoriali. L’ economia della conoscenza studia proprio i legami tra i processi di apprendimento, l’innovazione e la competitività, sempre più basata sulla conoscenza e di conseguenza sulle risorse intangibili, sul know-how e sulle competenze distintive.

Nel secondo caso, invece, si fa riferimento alle informazioni prodotte dall’attività quotidiana dell’organizzazione e che devono essere conservate, organizzate e rese fruibili per un utilizzo futuro. Per quanto riguarda questo ambito, oggi è fondamentale il supporto fornito dalle tecnologie informative che può influire pesantemente sul rendimento dell’impresa sia offrendo la possibilità di conservare tutte le informazioni importanti, sia rendendo queste ultime facilmente accessibili al personale aziendale.

C’è chi utilizza il concetto di Knowledge Management riferendosi alla conoscenza “tacita”, chi si concentra sulla gestione delle informazioni e dei dati prodotti quotidianamente dalle aziende e chi ingloba nella definizione entrambi gli aspetti.

Per non essere indotti in confusione è importante non confondere mai conoscenza con informazione e gestione della conoscenza con tecnologia dell’informazione. Sono dei concetti diversi seppur in stretto legame tra loro.

Nel prossimo articolo esploreremo un altro articolato mondo,  quello degli strumenti informatici in supporto al KM, strumenti per gestire la conoscenza tangibile e intangibile, per la gestione di dati e informazioni aziendali strutturate e non.

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Innovare in Tempi di Crisi

Nel biennio 2008-2009 la crisi ha mostrato la sua faccia più dura. Da più parti si è invocata l’Innovazione come l’unica medicina per le economie occidentali.

Ma come hanno interpretato le nostre aziende il binomio crisi-innovazione?

Di seguito riportiamo in anteprima informazioni e prime conclusioni dell’indagine coordinata da Enrico Scaroni, che vedrà la luce nell’evento dell’11 Novembre a Milano.

CHI HA PARTECIPATO

L’indagine era stata indirizzata alle Alte Direzioni di un target di 290 Imprese presenti sul territorio nazionale, appartenenti a circa 70 settori industriali e di servizi. La scelta delle imprese inserite nel target d’indagine ha risposto ai seguenti criteri:

  • Aziende di grandi e medio-grandi dimensioni, leader (o comunque con posizioni rilevanti) nel proprio settore;
  • Aziende di dimensioni inferiori, purché leader di nicchia o segnalatesi per la forte innovatività e/o la rapida crescita.

Hanno dato la loro adesione all’indagine poco meno di 100 Imprese. I risultati derivano invece dall’elaborazione dei dati raccolti da 58 Imprese, per un totale di circa 100 questionari e 20 interviste. Non sono stati presi in considerazione i questionari arrivati oltre i termini utili, quelli completati in misura inferiore all’ 80%, quelli dove sono stati rilevati evidenti problemi di comprensione delle domande chiave. La composizione finale del campione, formatosi in maniera casuale, copre circa 30 differenti settori industriali o di servizi. Nel settore più rappresentato si contano non più di 4 imprese.

I dati analizzati sono relativi ai contributi forniti dalle seguenti imprese:

Di seguito si riportano le principali conclusioni dell’indagine.

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