Archivio per la categoria Information Technology

Innovation Days 2 – A tutta innovazione tecnologica con Crit

L’incontro è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per migliorare l’efficienza dei processi innovativi di tutte le imprese emiliano-romagnole

Innovazione tecnologica come base di crescita e sviluppo per le piccole e medie imprese. La vignolese Crit Research e T3Lab organizzano il convegno “Innovation Days 2: knowledge management”, in programma martedì 9 aprile alle ore 16 presso la Sala Convegni di Sacmi a Imola.

Continua a leggere su Emmeweb

,

Nessun commento

Perché lo Scouting Tecnologico è essenziale per un giusto approccio all’innovazione

CRIT Research™ ha pubblicato un articolo sulla tematica dell’importanza dello scouting tecnologico nella versione di Settembre di SPS REAL-TIME. L’E-Magazine SPS REAL-TIME è consultabile sul sito di SPS IPC Drives. L’articolo è riportato nel seguito.

Prosegui la lettura »

Nessun commento

80 miliardi di Euro per la ricerca europea con Horizon 2020

Horizon 2020 sarà il principale strumento finanziario che sosterrà l’innovazione nell’Unione Europea. Sarà attivo dal 2014 al 2020 con un budget di 80 miliardi di Euro, come parte di una piattaforma per promuovere la crescita, l’occupazione e la competitività in Europa.

Rispetto al programma precedente (il Settimo Programa Quadro, 2007-2013) Horizon 2020 assicurerà una considerevole semplificazione, attraverso un unico insieme di norme, che riunirà tutti gli strumenti di finanziamento all’innovazione e alla ricerca, attualmente suddivisi tra i Programmi Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico, il Competitiveness and Innovation Programme (CIP) e lo European Institute of Innovation and Technology (EIT).

Il sostegno alla ricerca e all’innovazione in Horizon 2020 sarà mirato a:

  • Rafforzare la posizione dell’UE nel campo della scienza con una dotazione specifica di 24 miliardi di Euro. Ciò fornirà un impulso alla ricerca di alto livello in Europa, incluso un aumento dei finanziamenti del 77% per lo European Resarch Council (ERC).
  • Rafforzare la leadership europea nel campo dell’innovazione industriale attraverso uno strumento finanziario da 18 miliardi di Euro. Ciò includerà maggiori investimenti in tecnologie chiave, e un maggiore accesso al capitale e il sostegno alle PMI.
  • Fornire 31 milioni di Euro per rispondere alle preoccupazioni principali condivise da tutti i cittadini europei come il cambiamento climatico, lo sviluppo sostenibile dei trasporti e della mobilità, una maggiore accessibilità dell’energia rinnovabile, la garanzia della sicurezza alimentare , o affrontare la sfida dell’invecchiamento della popolazione.

Horizon 2020 affronterà sfide sociali, contribuendo a colmare il divario tra ricerca e mercato, per esempio supportando le imprese nel trasformare le loro innovazioni in prodotti validi con un reale potenziale commerciale. Questo approccio orientato al mercato includerà la creazione di partenariati con il settore privato e con Stati membri per mettere insieme le risorse necessarie.

Horizon 2020 sarà completato da ulteriori misure per perfezionare e sviluppare ulteriormente lo Spazio Europeo della Ricerca entro il 2014. Queste misure mirano ad abbattere le barriere per creare un vero e proprio mercato unico per la conoscenza, la ricerca e l’innovazione.

Per saperne di più: http://ec.europa.eu/research/horizon2020/index_en.cfm

Nessun commento

Social Innovation: il caso Crit Research

I social network stanno rapidamente entrando sul posto di lavoro, rivoluzionando anche il rapporto professionale tra le persone e arricchendolo di una dimensione sociale. I cambiamenti innestati dalle nuove reti sociali impongono alle aziende apertura all’innovazione, ma anche prudenza. È un’esperienza destinata a durare? E, soprattutto, che ruolo avrà nello sviluppo delle imprese?

Per rispondere a questi interrogativi, Aleandro Furlani e Francesco Lutman, autori del volume Social Innovation. Reti sociali: le nuove protagoniste dell’innovazione. Una guida pratica per le aziende italiane, ed. FrancoAngeli,  scelgono un approccio concreto, basato su esempi riguardanti realtà aziendali, tra cui anche quella di Crit Research. Il libro esplora come si possano aprire percorsi di “social innovation” attraverso la presentazione di oltre dieci casi originali, illustrati per rispondere a una semplice domanda: le nuove reti sociali possono creare valore, oggi, nelle nostre imprese?
Il volume è rivolto a tutte le aziende interessate a migliorare la propria gestione e rilanciare la competitività attraverso la social innovation, ed è strutturato come una sorta di decalogo corredato da casi aziendali.
I primi cinque temi presentati riguardano l’impiego dei social network in azienda come supporto alla gestione delle risorse umane. Si parte da argomenti molto dibattuti come la gestione del personale e la ricerca di nuovi talenti, ma vengono affrontati anche i temi dell’innovazione nelle catene di fornitura e dell’ottimizzazione di costi e risorse, senza ovviamente trascurare il fondamentale ruolo delle nuove tecnologie nella comunicazione sociale.
La seconda parte del decalogo esplora invece le opportunità offerte dai social network per affrontare la sfida della competitività: si parla quindi di marketing, comunicazione, vendita online, ma anche di innovazione dei canali e delle modalità di vendita, per concludere con la creazione di vere e proprie reti collaborative interaziendali.
Qui è appunto citato il caso di Crit Research (che riportiamo per gentile concessione degli autori e di FrancoAngeli Editore), il quale termina con la considerazione che le persone rimangono sempre al centro del processo della social innovation: le tecnologie sociali non sostituiscono infatti il valore del contatto diretto, ma sono di grande aiuto per moltiplicarne l’effetto, stimolando l’innovazione interaziendale e creando nuove opportunità di collaborazione.

, , , ,

2 Commenti

TOOWAY™: il wireless satellitare a banda larga

Lo scorso 31 maggio è entrato in servizio il satellite KA-SAT per la trasmissione di dati ad alta velocità, grazie al quale è ora disponibile, in tutta Europa e nel bacino del Mediterraneo, il servizio Tooway™ per la navigazione wireless a banda larga. 

La nuova piattaforma intende garantire il servizio di navigazione a banda larga agli utenti che ancora non possono essere raggiunti dalle reti terrestri. In vaste aree dell’Europa, infatti, il collgamento via cavo non è ancora sufficientemente diffuso, al contrario di quanto si sarebbe portati a pensare: almeno 13 milioni di abitazioni non sono ancora raggiunte dall’ADSL e oltre 17 milioni hanno accesso a internet con velocità inferiori ai 2Mbps. 

Il sistema per la ricezione del servizio Tooway™

Per potere usufruire del servizio, l’utente dovrà installare un’antenna parabolica (grazie alla quale è possibile anche ricevere canali televisivi da altri satelliti) e collegare l’apposito modem al proprio pc tramite una normale connessione Ethernet. Una volta effettuato il collegamento hardware, l’utente ha la possibilità di navigare in internet ad una velocità fino a 10 Mbps, a seconda del tipo di servizio richiesto. Le possibilità di scelta sono 4, Prosegui la lettura »

, , ,

Nessun commento

La Comunità Europea investe sul grafene

La Commissione Europea ha lanciato un progetto pilota per una flagship sul grafene, una grande iniziativa scientifica ambiziosa e visionaria, della durata prevista di 10 anni con un investimento stimato in un miliardo di euro.

La flagship servirà ad ottenere innovazione tecnologica e sviluppo economico basati sulla tecnologia del grafene e di altri materiali bi-dimensionali.

Il Grafene, un foglietto monoatomico di atomi di carbonio, è probabilmente il materiale più stupefacente e versatile attualmente disponibile. Più resistente dell’acciaio, ma leggero e flessibile, il grafene conduce elettroni molto più velocemente del silicio. E’ inoltre un conduttore trasparente, con una combinazione eccezionale di proprietà ottiche ed elettriche.

Il grafene può potenzialmente dare inizio ad una nuova rivoluzione sostenibile basata sul carbonio, con impatto profondo nel settore dell’informatica e delle comunicazioni (ICT), e più in generale su vari aspetti della vita quotidiana.

Le sue proprietà uniche possono creare innovazione in svariati settori: nuovi prodotti elettronici trasparenti e flessibili; nuovi dispositivi per l’informatica; biosensori; supercapacitori per sostituire le batterie convenzionali; materiali compositi ultraleggeri per auto e aerei.

I primi esperimenti rivoluzionari col grafene, effettuati in Inghilterra nel 2004 da Andre Geim e Konstantin Novoselov, sono stati premiati con il Nobel nel 2010. Il loro lavoro ha generato un’esplosione di attività scientifica, dimostrata dalla crescita esponenziale di articoli scientifici e brevetti sul grafene. Prosegui la lettura »

, , ,

Nessun commento

La connessione più veloce al mondo è italiana

Internet diventa sempre più veloce, grazie al nuovo record mondiale di trasmissione dati ottenuto a Pisa.

I ricercatori dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione dell’Informazione e della Percezione) della Scuola Superiore Sant’Anna insieme ai ricercatori del Laboratorio Nazionale di Reti Fotoniche del CNIT (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni) hanno allestito, nell’ambito della collaborazione con il colosso per le telecomunicazioni Ericsson, il primo sistema al mondo di trasmissione coerente funzionante a 448 Gbit/s su doppia portante ottica inserito in un apparato commerciale di rete in fibra ottica.

La connessione a fibra ottica

Questa soluzione tecnologica consente di trasmettere quantità di dati elevatissima: in un secondo possono essere trasferite informazioni delle dimensioni di 20 film in HD, 500 film in qualità standard, 22.500 collegamenti ADSL a 20 Mbit/s, 7 milioni di videochiamate o 100 milioni di telefonate standard.

Il sistema messo in opera dal gruppo di ricerca, nei prossimi mesi sarà oggetto dei primi test su segmenti di rete installati in tutto il mondo per poi diventare prodotto del portafoglio Ericsson e quindi essere impiegato nei maggiori sistemi di comunicazione su fibra ottica distribuiti nel mondo.

Prosegui la lettura »

, , ,

Nessun commento

Sistema per real time location con tecnologia ultra-wide band: progetto SELECT (VII Programma Quadro UE)

Datalogic, socio CRIT nonché azienda italiana leader nel mercato dei lettori di codici a barre, di mobile computer per la raccolta dati, di sistemi a tecnologia RFID e visione, coordinerà un programma di ricerca finanziato dalla Commissione Europea denominato SELECT (Smart and Efficient Location, idEntification and Cooperation Techniques). Obiettivo del programma è la progettazione di un sistema automatico wireless per l’identificazione e la ricerca in tempo reale degli oggetti, nell’area dell’intelligent transportation e manufacturing e in particolare per la gestione della catena logistica (SCM – Supply Chain Management).
Il progetto, realizzato anche grazie all’azione di supporto del CRIT, è inserito nell’ambito del settimo programma quadro (2007-2013) per la ricerca e lo sviluppo tecnologico promosso dalla Commissione Europea. SELECT, secondo il Grant Agreement num. 257544, prevede un finanziamento di 2.850.000 di Euro, per un periodo complessivo di 36 mesi.
Il team di lavoro, oltre che da Datalogic, sarà composto da altre 7 realtà europee altamente specializzate in R&D nel campo del wireless e dell’ RFID. Il team avrà il compito di realizzare un innovativo sistema wireless d’identificazione e localizzazione di oggetti, attraverso l’uso di tag di nuova concezione, leggibili a grande distanza (ad esempio tramite lettori posti nel soffitto dei magazzini o nella linea di produzione) e in grado di trasmettere autonomamente sia il proprio codice d’identificazione sia le informazioni che permettono di rilevarne la posizione all’interno dell’edificio. Il tag passivo e l’elevata precisione della localizzazione sono gli elementi di grande novità che costituiscono gli obiettivi finali della ricerca. Il tag sarà leggibile anche da sistemi basati sugli standard oggi esistenti e avrà una struttura molto simile a un odierno tag RFID, con la prospettiva di avere costi paragonabili e quindi molto bassi.

,

Nessun commento

Il Cloud Computing

Si parla tanto di “Cloud Computing” ultimamente, ma cosa vuol dire? Cosa implica per il business di un’impresa?

Cos’è esattamente la “nuvola”?

Da anni si usa una nuvola (cloud) per indicare Internet all’interno dei diagrammi o delle rappresentazione grafiche di infrastrutture informatiche ecc. Qualcosa di misterioso che “nasconde” tutto ciò che avviene al suo interno ma che permette ai miei dati di raggiungere qualsiasi destinazione sul pianeta.

È una rappresentazione decisamente buona: al giorno d’oggi i dati e i programmi non devono necessariamente risiedere sul PC personale o sui server aziendali ma possono essere “ospitati” (o memorizzati) su Internet o, come si suol dire, “in the cloud”.

Cloud Computing significa semplicemente gestire esternamente (online) le applicazioni e le attività, invece che all’interno delle tue quattro mura.

Esistono 3 tipologie fondamentali di Cloud Computing:

  1. SaaS (Software as a Service): utilizzo di programmi in remoto, di solito attraverso dei server web;
  2. PaaS (Platform as a Service): simile al SaaS, ciò che viene utilizzato in remoto è una piattaforma software che può essere costituita da diversi servizi, programmi, librerie, etc.;
  3. IaaS (Infrastructure as a Service): utilizzo di risorse hardware in remoto, utilizzate su richiesta al momento in cui un cliente ne ha bisogno e quindi non vengono assegnate a prescindere dal loro utilizzo effettivo.

I vantaggi non sono pochi. Essi derivano principalmente dal fatto che un “hosting service provider” esperto gestisce tutta l’architettura informatica al tuo posto. Ciò significa che tutto quello che devi fare è accedere ai tuoi documenti e programmi via Internet. Possiamo dire che i principali vantaggi sono i seguenti:  Prosegui la lettura »

,

Nessun commento

Metodologie e strumenti per il Requirements Engineering (Parte 2)

Le nuove esigenze organizzative hanno indirizzato la risposta dell’information technology a provvedere sia all’ottimizzazione dell’organizzazione della modulistica dedicata ai requisiti  e alla sua condivisione all’interno dei database aziendali che alla specializzazione nella gestione del contenuto di tali documenti, intesa come aiuto alla formulazione e formalizzazione del dominio delle possibili soluzioni. Tali prerogative si sono tradotte, nella pratica, con la realizzazione di strumenti che, mediante la capacità di gestione e di organizzazione di tutto il ciclo di sviluppo dei requisiti e la loro integrazione con i diversi processi aziendali, permettono di supportare le aziende nella realizzazione di prodotti sempre più allineati alle esigenze dei clienti e sempre più capaci di cogliere le opportunità di mercato offerte e garantire una migliore organizzazione della gestione dei processi di innovazione.

Ciclo di specificazione dei requisiti

Sulla base di problemi, limitazioni e impedimenti riscontrati, dopo aver analizzato alcuni tool software presenti sul mercato, si è deciso di concentrarsi sul Tool Doors di matrice IBM, allo scopo di valutare se e come questo strumento potesse portare un reale vantaggio competitivo all’intero ciclo di gestione dei requisiti.  Grazie all’esemplificazione di un caso pratico di utilizzo di uno dei software in questione, sono stati immediatamente visibili miglioramenti su attività fondamentali nella gestione dei progetti di innovazione come per esempio la maggiore organizzazione del ciclo di sviluppo e progettazione dei requisiti, la possibilità di evitare problemi costosi nelle fasi più avanzate del ciclo di sviluppo con riduzione al minimo dei rischi, il raggiungimento di obiettivi di prestazione e la massimizzazione della soddisfazione del cliente. Lo studio affrontato ha inoltre permesso di chiarire le potenzialità di miglioramento sulla gestione dei requisiti introdotte dal software quali l’implementazione di tecniche di tracciabilità o la condivisione delle informazioni all’interno dei sistemi aziendali. Purtroppo spesso perché l’investimento economico nell’istituzionalizzazione di un tool nella pratica industriale venga effettuato, i manager vogliono essere sicuri che i benefici quantificabili derivanti dall’adozione di questa pratica coprano i corrispondenti costi tangibili. In effetti la misurazione dell’investimento proposto può portare a significativi risparmi ma, come per qualsiasi altro fattore di “riduzione del rischio”, è tanto facile quantificare il denaro che viene speso per la prevenzione, quanto difficile quantificare il denaro che, alla fine, avrebbe potuto essere sprecato, non adottandola.

Questa indagine è stata svolta dall’Ing. Gabriella Perrozzi in collaborazione con la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bologna.

, , , ,

Nessun commento