Stoccaggio energetico: la Roadmap dell’IEA individua trend tecnologici e azioni da intraprendere

Livello di maturità tecnologica delle tecnologie di accumulo energetico (IEA)

Le tecnologie per lo stoccaggio energetico consentono di assorbire l’energia ed immagazzinarla per un periodo di tempo prima di ridistribuirla alla rete o agli utilizzatori finali. Attraverso questo processo, le tecnologie di stoccaggio energetico possono offrire un ponte temporale e geografico – qualora sia presente una adeguata infrastruttura energetica – in grado di colmare il divario tra la richiesta e la domanda di energia.

Le tecnologie di stoccaggio energetico possono essere implementate sia su larga che su piccola scala, in maniera centralizzata o distribuita attraverso tutta la catena che costituisce il sistema energetico nel suo complesso. Tuttavia, il livello di sviluppo tecnologico di queste tecnologie è estremamente eterogeneo: mentre alcune tecnologie sono mature o prossime alla maturità, la maggior parte di esse sono ancora nelle fasi iniziali di sviluppo e richiedono ulteriori miglioramenti prima di essere completamente realizzate e installate sul campo.

La recente Technology Roadmap – Energy storage pubblicata dalla International Energy Agency (IEA), raggruppa le numerose tecnologie di stoccaggio energetico in base ai due principali output che sono in grado di offrire: elettricità o energia termica (caldo o freddo). Le tecnologie appartenenti ad entrambe le categorie possono essere utilizzabili sia dai generatori di enegia che dagli utilizzatori finali, dando loro la possibilità di accoppiare mercati energetici attualmente non connessi tra loro (per esempio il mercato della grande produzione energetica, quello dei trasporti e i mercati locali di generazione e distribuzione del calore). In senso più generale, ogni tecnologia di stoccaggio energetico può fungere da “integratore di sistema” e permettere così di migliorare l’efficienza e la gestione complessiva del sistema energetico.

La Roadmap offre un quadro completo delle principali tecnologie di stoccaggio dell’energia utilizzabili a diversi livelli del sistema energetico. Particolare attenzione è dedicata alle tecnologie di stoccaggio collegabili con sistemi energetici più ampi (es. rete elettrica), mentre minor rilievo è dato alle tecnologie utilizzabili solo per applicazioni off-grid. Il documento è completato da una analisi delle barriere tecnologiche, politiche ed economiche che possono ostacolare lo sviluppo delle suddette tecnologie. Infine, la Roadmap identifica le azioni specifiche che ogni singolo gruppo strategico di interesse per il sistema energetico può intraprendere per rimuovere questi ostacoli.

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Client/Supplier Day 2014, online i video della giornata

Sul sito CRIT sono disponibili i video del Client/Supplier Day – Progetti Innovativi dal Network Fornitori Accreditati di Crit Research, che si è svolto lo scorso martedì 8 Aprile presso il Museo del Patrimonio Industriale.

L’incontro, a cui hanno partecipato 94 persone appartenenti a 55 aziende diverse, è stato finalizzato a stimolare opportunità di innovazione e a promuovere nuove relazioni all’interno del Network CRIT (Aziende Socie, Fornitori Accreditati, Soggetti esterni).

Ogni Fornitore Accreditato, attraverso un breve presentazione di 5 minuti, ha illustrato ai partecipanti un proprio progetto innovativo o un’applicazione tecnologica realizzata.

Per informazioni: Andrea Ceci, ceci.a@crit-research.it

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Workshop CRIT a R2B: L’Innovation Management nelle PMI

Innovare è un fattore critico di competitività e successo, sia nelle aziende di grandi dimensioni che nelle PMI.  In questo contesto il processo di gestione dell’innovazione aziendale sta assumendo un’importanza sempre maggiore; l’innovazione tecnologica diventa il risultato di una programmazione e di un processo di controllo, cioè della messa a punto della strategia tecnologica aziendale e dell’introduzione di un processo di Innovation Management adeguato.

Benefici: Nel corso del workshop saranno trasmessi i modelli, gli strumenti operativi e le best practice che servono per agire consapevolmente nel contesto della gestione dell’innovazione.

Per maggiori informazioni: L’Innovation Management nelle PMI 4 Giugno 10.00 | 11.00 Arena R2B – Pad. 33 A cura di CRIT srl

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Il CRIT a R2B, Bologna 4-5 Giugno

Anche quest’anno CRIT Research parteciperà all’evento “R2B: Research to Business”, 9° Salone Internazionale della Ricerca Industriale, che si terrà a Bologna il 4 e 5 Giugno 2014 (BolognaFiere, Pad. 33 e 34). Dal 2005, R2B rappresenta il luogo in cui la ricerca incontra l’impresa ed è dedicato alle nuove tecnologie, ai risultati della ricerca industriale ed alle opportunità di incontro con le start up innovative. La presentazione delle due giornate di lavoro ed il programma sono disponibili al link: http://www.rdueb.it/rdueb14/

CRIT Research ha il piacere di invitare gli interessati a partecipare all’evento: a questo riguardo vi invitiamo a scaricare l’invito appositamente creato per CRIT e vi saremmo grati se voleste estendere la partecipazione di altre persone eventualmente interessate, avendo a disposizione un numero illimitato di ingressi.

CRIT Research sarà presente all’evento allo stand E14 presso il Padiglione 33, e saremo lieti di incontrarvi in questa occasione sia per rinnovare la reciproca conoscenza che per discutere possibili collaborazioni future.

Vi aspettiamo presso il nostro stand (per ogni eventuale informazione, potete contattare il nostro ufficio al numero 059-776865).

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L’industria del futuro in un convegno di Confindustria Modena

Federico CorradiniLa manifattura è in rapida evoluzione. Tecnologia informatica e crisi economica stanno preparando il mondo a una svolta epocale. Le fabbriche del ventunesimo secolo dovranno fare sempre di più i conti con “big data” e robotizzazione. Questo scenario evolutivo, non più e non solo una semplice suggestione confinata all’accademia, sarà affrontato da Confindustria Modena attraverso un convegno organizzato in collaborazione con Crit Research. L’appuntamento a “La quarta rivoluzione industriale. Lo scenario evolutivo del manifatturiero italiano” è fissato per mercoledì 14 maggio, alle ore 14.30 presso l’auditorium Fini.

L’incontro ha lo scopo di approfondire e comprendere i modelli di base di questa nuova rivoluzione industriale. Anche attraverso le testimonianze di alcune eccellenti realtà italiane che hanno già iniziato un percorso di trasformazione. Guarda i relatori

Il presidente di Crit Research Federico Corradini ha anticipato ad EmmeWeb alcuni contenuti della relazione che svilupperà nel corso del convegno.

Continua a leggere su Emmeweb

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L’Activity Report 2013 di CRIT

AR_Crit2013CRIT ha presentato all’interno dell’Activity Report 2013 le attività svolte durante l’anno per l’ampio network di imprese clienti.
In particolare, nell’anno 2013 sono state svolte:

- 34 attività di Brokeraggio Tecnologico (Information Analysis e Progettazione)

- 61 attività di Innovazione Collaborativa

- 5 attività di Sviluppo dell’Innovazione.

All’interno dei prodotti di Information Analysis, CRIT propone sei tipologie di scouting (stato dell’Arte, Key Players, Analisi Brevettuali, Problem Solving, Technology Foresight e Quick Search), utilizzabili anche in combinazione tra loro. Nel corso del 2013 CRIT ha realizzato 26 Scouting Tecnologici, di cui 17 per le proprie aziende socie e 9 per aziende non socie. In linea con le richieste ricevute nell’anno precedente, l’orientamento è stato  prevalentemente su scouting tecnologici di elevato valore qualitativo e commerciale, con presenza di due o più tipologie di scouting combinate tra loro.

A livello di Progettazione Europea, il 2013 si può considerare un anno preparatorio, in vista della pubblicazione del nuovo Programma di Finanziamento Horizon 2020 (dotazione finanziaria pari a quasi 80 miliardi di euro in 7 anni). CRIT si è posto come facilitatore per le aziende del proprio network (soci, NFA, clienti), facendo conoscere lo strumento in maniera preventiva, attraverso seminari, tavoli di lavoro e confronto e infine, tramite incontri dedicati ad aziende singole durante i quali, i direttori tecnici hanno potuto esprimere i loro interessi tecnologici e, assieme a CRIT, identificare i bandi maggiormente adatti allo sviluppo delle proprie idee progettuali, ponendo le basi per le collaborazioni internazionali da attivare o intensificare nel corso del 2014 con partner di eccellenza europea.

Per quanto riguarda le attività di Innovazione Collaborativa, nel 2013, ogni settimana CRIT ha realizzato almeno un incontro.

L’ambiente di Innovazione Collaborativa di CRIT è quello in cui le Aziende Socie e del NFA confrontano le proprie esperienze e condividono i propri bisogni su specifici temi tecnologici e/o organizzativi.  In particolare, nel corso del 2013 CRIT ha organizzato 17 seminari di approfondimento con esperti dei settori di interesse delle aziende Socie, 7 convegni rivolti sia ai soci CRIT che ad aziende esterne, 35 Tavoli di Lavoro e Confronto, finalizzati allo scambio di informazioni, idee ed esperienze tra i partecipanti, 2 Tecno-Tour, visite guidate in centri di ricerca e aziende di interesse per i clienti CRIT.

Il valore di un ambiente collaborativo è dato dalla quantità e qualità dei soggetti che partecipano e dalla varietà e numerosità degli eventi realizzati e l’anno appena passato è stato caratterizzato da un elevato numero di eventi di Innovazione Collaborativa in cui ogni soggetto ha portato cultura tecnologica e nuovi spunti di interesse.

Per maggiori dettagli, è possibile richiedere il report completo a info@crit-research.it

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Elettricità dalle biomasse grazie a nuove celle a combustibile solari ibride

Georgia Tech, Yulin Deng

I laboratori del Georgia Institute of Technology hanno messo a punto delle celle a combustibile ibride a bassa temperatura alimentabili con qualsiasi tipo di biomassa. L’uso diretto della biomassa come combustibile potrebbe favorire una maggiore diffusione delle fuel cell a bassa temperatura, finora alimentate prevalentemente a idrogeno e a metanolo.

Un team di ricerca del Georgia Institute of Technology ad Atlanta (US), guidato dal prof. Yulin Deng, ha sviluppato un nuovo tipo di cella a combustibile in grado di convertire direttamente la biomassa in energia elettrica con l’assistenza di un catalizzatore attivato da energia solare o termica. Le nuove fuel cell solari sono in pratica dispositivi ibridi che operano a temperatura ambiente usando il sole come catalizzatore e una serie di fonti organiche come materia prima. Un punto di forza della nuova tecnologia è la versatilità: tra le materie utilizzabili si contano infatti l’amido, la lignina, le alghe e i rifiuti di lavorazione del pollame. Secondo il Prof. Deng, la nuova tecnologia messa a punto all’interno dei laboratori del Georgia Tech è in grado di gestire la biomassa a temperatura ambiente senza limiti di tipologia e senza la necessità di purificare i materiali di partenza.

Il maggiore problema che ha finora limitato l’impiego di biomasse direttamente nelle celle a combustibile  è dato dal fatto che i legami Carbonio-Carbonio tipicamente presenti in questi materiali non possono essere facilmente spezzati dai comuni catalizzatori. Per superare questo ostacolo, in passato i ricercatori hanno sviluppato le cosiddette celle a combustibile microbiologiche (Microbial Fuel Cell, MFC), all’interno delle quali sono presenti microbi o enzimi in grado di agire sulla biomassa spezzando i legami tra gli atomi di carbonio. Quest’ultimo processo, tuttavia, ha molte controindicazioni: innanzi tutto l’outup energetico ricavabile è modesto, inoltre i microbi e gli enzimi sono in grado di agire selettivamente solo su alcuni tipi di biomasse, e risultano essere facilmente disattivabili da molteplici fattori esterni. Deng e il suo team di ricerca hanno cercato di superare questo problema utilizzando un catalizzatore attivabile da una fonte energetica esterna e  in grado si svolgere sia la funzione di agente ossidante che quella di trasportatore di carica all’interno della reazione di ossido-riduzione della cella a combustibile.

All’interno del nuovo processo sviluppato dal Georgia Tech, la biomassa viene macinata e miscelata con un catalizzatore fotosensibile, il poliossimetallato (POM) e il tutto viene poi esposto alla luce del sole. Il POM ossida la biomassa in presenza di foto-irraggiamento, e trasporta le cariche dalla materia organica all’anodo della cella a combustibile; gli elettroni arrivano quindi al catodo, dove vengono finalmente ossidati dall’ossigeno attraverso un circuito esterno, in modo da produrre elettricità. In pratica, il POM introduce un passaggio intermedio, perché non sarebbe possibile combinare direttamente la biomassa e l’ossigeno. Inoltre,  la biomassa e il catalizzatore non reagiscono spontaneamente a temperatura ambiente, ma la reazione comincia solo in presenza di  luce o calore.

Nel loro documento, pubblicato sulla rivista Nature Communications, i ricercatori hanno riferito una densità energetica massima di 0,72 milliwatt per centimetro quadrato, vale a dire circa 100 volte superiore a quella delle celle a combustibile microbiche a base di cellulosa. Ora i ricercatori sono convinti di poter decuplicare l’output energetico una volta ottimizzato il procedimento.  Le nuove fuel cell potrebbero essere utilizzate in futuro sia per piccoli dispositivi in Paesi in via di sviluppo, sia in abbinamento a grandi impianti produttivi dove vi sia abbondanza di biomasse di scarto disponibili, come ad esempio nelle industrie alimentari.

Fonti: Solar-Induced Hybrid Fuel Cell Produces Electricity Directly from Biomass

CITATION: Wei Liu, et al., “Solar-induced direct biomass-to-electricity hybrid fuel cell using polyoxometalates as photocatalyst and charge carrier,” (Nature Communications, 2014). (http://www.dx.doi.org/10.1038/ncomms4208).

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Ottima partecipazione al Client/Supplier Day – Progetti Innovativi dal Network Fornitori Accreditati CRIT

Client/Supplier Day

Client/Supplier Day NFA CRIT - Museo del Patrimonio Industriale 08/04/2014

Grande partecipazione per il Client/Supplier Day – Progetti Innovativi dal Network Fornitori Accreditati di Crit Research, che si è svolto lo scorso martedì 8 Aprile presso il Museo del Patrimonio Industriale.

L’incontro, a cui hanno partecipato 94 persone appartenenti a 55 aziende diverse, è stato finalizzato a stimolare opportunità di innovazione e a promuovere nuove relazioni all’interno del Network CRIT (Aziende Socie, Fornitori Accreditati, Soggetti esterni).

Ogni Fornitore Accreditato, attraverso un breve presentazione di 5 minuti, ha illustrato ai partecipanti un proprio progetto innovativo o un’applicazione tecnologica realizzata.

Oltre alle presentazioni dei Fornitori, la giornata ha previsto momenti di confronto e di networking tra i partecipanti.

Per informazioni: Andrea Ceci, ceci.a@crit-research.it

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La tecnologia italiana che protegge la Gioconda

A partire dalla fine degli anni ’80, nell’ambito del Laboratorio di Tecnologia del Legno dell’Università di Firenze (attualmente afferente al Dipartimento GESAAF), è stato costituito un gruppo di ricerca che si occupa in particolare dello studio e della conservazione dei manufatti lignei di interesse storico artistico ed archeologico.
Fra varie altre attività i Tecnologi del legno fiorentini partecipano fin dal 2004 a un gruppo internazionale di ricerca che sta curando lo studio e la periodica verifica dello stato di conservazione del supporto ligneo della “Gioconda“, di Leonardo da Vinci, nel Museo del Louvre. La Gioconda è infatti dipinta su un’unica tavola di legno di pioppo di circa 79 x 53 cm, spesso circa 13 mm.La tavola dipinta (Fig. 1) è contenuta in un telaio (châssis-cadre), che a sua volta viene inserito nella grande cornice intagliata visibile dal pubblico, ed è mantenuta leggermente forzata contro lo châssis-cadre da quattro traverse di legno che appoggiano contro la faccia posteriore. Una fessura lunga circa 11 centimetri che parte dal bordo superiore e raggiunge la fronte della Gioconda, attraversando l’intero spessore della tavola, risale probabilmente ai primi decenni di esistenza del dipinto.

Figura 1 - Vista del fronte e del retro della tavola su cui è dipinta la Gioconda, montata nel proprio telaio (châssis-cadre).

Il prof. Luca Uzielli ed i suoi collaboratori dell’Università di Firenze, al fine di studiare il comportamento igromeccanico della Gioconda, hanno progettato e realizzato un sistema automatico che misura e registra con continuità l’andamento nel tempo delle deformazioni e delle forze esercitate contro il telaio che la contiene, in conseguenza delle piccole ma inevitabili fluttuazioni dell’umidità dell’aria nella vetrina climatizzata. Le apparecchiature di misura e di registrazione dei dati sono installate con modalità totalmente non invasive sullo châssis-cadre, in corrispondenza del retro della tavola dipinta.
I risultati di queste misurazioni automatiche, assieme a quelli di misurazioni manuali eseguite ogni anno, in occasione dell’apertura della vetrina, consentono di tenere sotto controllo lo stato di deformazione e di sollecitazione meccanica della tavola dipinta.
Nel corso della più recente apertura, avvenuta il 22 ottobre 2013, il sistema dei sensori è stato migliorato ed ampliato con quattro mini-celle di carico realizzate dalla ditta italiana Deltatech; tali celle sono inserite nelle traverse di legno che mantengono la tavola dipinta leggermente forzata contro lo châssis-cadre, e misurano in tempo reale le forze (complessivamente dell’ordine di qualche decina di Newton) esercitate dalle traverse stesse sulla tavola.

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Grande successo di pubblico per la decima edizione di MC4 – Motion Control for

Si è conclusa con un grande successo di pubblico la decima edizione di MC4 – Motion Control for. Gli oltre 700 visitatori intervenuti hanno apprezzato tutte le novità di questa edizione: la presentazione della situazione di mercato a cura di ANIE Automazione, la “smart lesson” del prof. Gasparetto dell’Università di Udine e i test dal vivo del Laboratorio LIAM.
I visitatori hanno apprezzato anche i tanti workshop, che quest’anno sono stati curati con ancora maggiore attenzione da parte delle aziende.
Di seguito si riporta l’intervista a Matteo Sartini, responsabile tecnico del laboratorio LIAM.

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